Klaus Wowereit, SPD, si riconferma sindaco di Berlino. Crescono i Gruenen e, per la prima volta, entrano in parlamento i Pirati che ottengono un inaspettato successo. Crolla l'FDP, che non entra in parlamento, e die Linke dà l'addio al governo della città
di MassimoDemontis
Klaus Wowereit, socialdemocratico sindaco uscente e probabilmente nuovo sindaco di Berlino, ha vinto le ultime elezioni del 2011 pur perdendo circa l‘1,5% dei voti. L’SPD ottiene il 29,2% dei voti, ma non raccoglie le potenzialità ascritte alla simpatia di Wowereit. La sorpresa più grande nel voto di Berlino è stato l’exploit del partito Die Piraten (I Pirati) con uno spettacolare 8,5% e un numero di seggi, 14, superiore al numero dei candidati. Seggi che rimarranno vuoti se con i risultati finali sarà confermato questo trend.
I Pirati nonostante l’inesperienza dei suoi candidati, con temi quali la libertà di accesso a internet e alle informazioni, trasparenza in politica, diritti dei cittadini e un salario per tutti e senza condizioni, sono riusciti a mobilitare soprattutto l’elettorato giovane tra i 18 e i 30 anni. Per l’FDP e per il segretario Roesler le elezioni di Berlino segnano invece una disfatta su tutta la linea. I liberali ottengono un magro 1,8% perdendo il 5,8% registrando il risultato peggiore rispetto a tutti i Laender in cui si è votato. I primi commenti interni lasciano intendere che nell’FDP proseguirà il delicato dibattito sulla leadership del partito e sulla nuova linea politica antieuropea imposta da Roesler.
Ottimo risultato invece per i verdi che con un 17,8% e un aumento percentuale del 4,8% ottengono un risultato migliore di quello già buono del 2006, ma non riescono a sfondare perdendo probabilmente parte del voto giovanile a favore dei Pirati. Candidatisi alla guida della città con un pezzo da novanta della politica tedesca come Renate Kuenast, capogruppo in Parlamento, i Gruenen non sono evidentemente riusciti a scaldare i cuori dell’elettorato berlinese. Die Linke con il suo candidato alla carica di sindaco, il ministro uscente dell’Economia Harald Wolf, perde quasi il 2% dei consensi e si attesta attorno all’11,5% proseguendo il trend negativo delle ultime elezioni regionali e comunali.
Die Linke paga, come l’FDP, l’infinito dibattito interno che dilania la dirigenza del partito da oltre un anno e che tocca in prima persona i due contestati segretari Gesine Loetzsch e Klaus Ernst. Ma paga anche per lo scarso appeal di Wolf, poco adatto a mobilitare l’elettorato perché piuttosto introverso e viene punito per la scarsa visibilità del partito negli anni di governo con l’SPD. I cristiano-democratici della CDU riescono a guadagnare un 2,2% attestandosi attorno al 23,5%. Il toto coalizione è già cominciato. Nei prossimi giorni si capirà meglio come intende muoversi Klaus Wowereit, ma i conti sono presto fatti. Sono due le alleanze che si prospettano per Berlino: una coalizione rosso-verde, SPD-Gruenen, può contare su 77 dei 75 seggi necessari per avere un governo stabile o una coalizione SPD-CDU che conterebbe su 86 seggi. Certa pare l’uscita di scena della Linke dal governo di Berlino.
Dilaniato dai continui litigi tra FDP, CDU e CSU sul futuro dell'euro e del fondo di salvezza Efsf, ma anche dalla resa dei conti interna agli stessi partiti della coalizione, il governo Merkel-Roesler è ormai ad un passo dalla crisi.