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di MassimoDemontis

pubblicato il 18/09/2011

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Il governo della Merkel al capolinea?

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Dilaniato dai continui litigi tra FDP, CDU e CSU sul futuro dell'euro e del fondo di salvezza Efsf, ma anche dalla resa dei conti interna agli stessi partiti della coalizione, il governo Merkel-Roesler è ormai ad un passo dalla crisi.

di MassimoDemontis

Governo Merkel al capolinea?
In un fase drammatica dell’economia mondiale e dell’euro, vacilla la guida del Paese che più di tutti dovrebbe dare un forte segnale di stabilità ai mercati e all’Eurozona. Nata sotto una cattiva stella, a causa dei continui litigi, sia interni ai partiti, che tra i partiti che la compongono, la coalizione di governo di Angela Merkel sembra avere raggiunto il capolinea. Sono in molti ad essere convinti che il governo Merkel-Roesler ha le settimane contate.

L’apice dello scontro è stato raggiunto qualche giorno fa quando Philipp Roesler, nuovo segretario del partito liberale (FDP) e nuovo vice cancelliere e ministro dell’Economia, ha messo sul piatto della bilancia l’ipotesi di “un’insolvenza controllata” della Grecia. L’uscita di Roesler ha fatto salire la temperatura della già provata coalizione di governo a tal punto che la cancelliera Merkel, pur ribadendo il suo no deciso agli Eurobond, ha mostrato il cartellino giallo al ministro dell’Economia richiamandolo all’ordine e respingendo con forza le speculazioni su un’eventuale insolvenza della Grecia. Anche il ministro delle Finanze Schaeuble (CDU), piuttosto irritato, ha preso le distanze dall’idea di un’insolvenza pilotata della Grecia, chiedendo di non alimentare “i nervosismi” dei mercati.

Un chiaro segnale in direzione di Roesler. In crisi profonda di consensi, passato dal 14,6% delle ultime elezioni politiche sotto la guida di Guido Westerwelle, al 3-4% degli ultimi sondaggi, nonché attraverso varie brucianti sconfitte nelle elezioni di alcuni Laender come la Sassonia-Anhalt, il Renania-Palatinato, Baden-Wuerttemberg, Meclemburgo-Pomerania dove non è riuscito a superare la soglia di sbarramento del 5% e dunque l’ingresso in parlamento, la FDP di Roesler cerca di darsi un nuovo profilo facendo leva sulla crisi dell’euro e sulle paure dell’opinione pubblica tedesca che vede con crescente diffidenza l’ampliamento del fondo Efsf salva-stati e la pioggia di miliardi dalle casse di Berlino verso quelle dei paesi poco virtuosi nelle politiche di bilancio.

Nonostante le accuse di populismo e di opportunismo politico a fini interni, Roesler ha dichiarato di non avere nessuna intenzione di farsi mettere la museruola, in questo sostenuto dalla CSU, i cristiano-sociali della Baviera, anch’essi critici sull’ombrello di salvezza per stati come la Grecia. Dichiarazioni che hanno ricevuto a stretto giro di posta la replica piccata di Wolfgang Schaeuble: “In democrazia esiste la libertà di parola. Ma nel governo, responsabile per le politiche finanziarie è il ministro delle Finanze”. Ovvero lo stesso Schaeuble, che così ha bacchettato il ministro dell’Economia Roesler disconoscendogli le competenze sulla gestione della crisi. I litigi nel governo sono all’ordine del giorno e le dichiarazioni e controdichiarazioni di vari esponenti della coalizione una babele continua, alla quale si aggiungono prese di posizione e iniziative di singoli parlamentari, ministri e segretari di vari Laender.

Non passa un solo giorno in cui la Merkel non sia sottoposta ad attacchi provenienti, non soltanto dall’opposizione, dai grandi giornali, da analisti politici ed economici, ma anche dal suo stesso partito. Accuse di debolezza nella gestione della crisi economico-finanziaria, accuse che fanno perno sulla mancanza di una “visione” relativa al come salvare l’euro e l’Unione europea, accuse di gestire il tutto con tatticismi e con un vocabolario poco adatto alla gravità della situazione, in altre parole accuse di non avere la statura politica che si addice alla guida del paese “motore dell’Europa”. Sembra più un governo del tutti contro tutti, che un governo che dovrebbe dettare l’agenda agli altri Paesi europei sulla salvezza dell’euro.

Con l’FDP avvitato in un dibattito interno sul futuro politico dell’ex segretario Guido Westerwelle, si vocifera che in caso di sconfitta oggi nelle elezioni per il rinnovo del Parlamento di Berlino Westerwelle potrebbe cedere il posto di ministro degli Esteri, con il nuovo segretario Roesler incapace di imprimere al partito una linea politica e soprattutto con la spada di damocle sulla testa perché deve dimostrare di saper riportare il partito a vincere, con il CSU di Horst Seehofer possibilista sull’uscita di Atene dall’Eurozona anche se come ultima ratio e con una raffica di critiche provenienti dai ranghi del suo partito (CDU) che gli chiedono maggiore fermezza contro i paesi che non riescono a gestire il proprio debito e ad avere una rigorosa gestione di bilancio, in particolare contro la Grecia, il governo Merkel si appresta ad affrontare a fine settembre un dibattito infuocato in Parlamento allorché si dovrà decidere sull’ampliamento del fondo Efsf. La fronda è già cominciata.


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TAGS angela merkel germania merkel

18/09/2011 14:58

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