Datagiovani: la sfiducia sale con la crisi, sette su dieci preoccupati per il quadro economico, per il 35% può ancora peggiorare. L'unico sbocco fuori dall'Italia, con più prospettive di lavoro e crescita professionale. Lo scetticismo aumenta al Sud
Il 30% dei giovani italiani vuole andare all'estero. La crisi economica, il lavoro che non si trova, la dipendenza dalla famiglia di origine sono le principali motivazioni che spingono i ragazzi italiana a guardare oltre i nostri confini. E' quanto emerge da un'indagine pubblicata oggi (16 settembre) dal centro ricerche di Datagiovani e Panel Data.
L'organizzazione ha realizzato un sondaggio su campione di 600 connazionali tra i 18 e 35 anni. E' emerso chiaramente che la crisi peggiora la percezione dei giovani, riduce le loro speranze di lavoro. In particolare,
sette su dieci sono "preoccupati" per la situazione del paese, dichiarandosi convinti che non ci saranno miglioramenti nel breve periodo. Come detto, il 30% è pronto a trasferirsi fuori dall'Italia.
Continuando nella ricerca, il 35% è convinto che
il quadro economico sia destinato a peggiorare ulteriormente. Le opinioni sono trasversali nelle diverse aree del paese: sia nelle aree con tasso di disoccupazione storicamente elevato, sia in quelle dove la crisi ha creato nuove difficoltà nella ricerca di lavoro, la sostanza non cambia.
Sei giovani su dieci temono di non raggiungere le "prospettive di realizzazione e di crescita professionale. In questo caso,
lo scetticismo aumenta nei ragazzi Sud che, fa notare Datagiovani, sono già "abituati" a trovare difficoltà nello sbocco occupazionale.
Il lavoro, comunque, è un tema che preoccupa i giovani di tutta Italia: la metà del campione ritiene che la propria generazione abbia a disposizione meno opportunità di quelle precedenti. Tre giovani su dieci sono convinti di trovare all'estero più opportunità lavorative, più spazio per le nuove generazioni, ambiente e qualità di vita migliori.