L'American Jobs Act per rilanciare l'economia e dare impulso all'occupazione interna vale 300 miliardi di dollari tra sgravi fiscali e investimenti in infrastrutture. Ma i costi sono alti, il percorso verso l'approvazione si annuncia difficile
Un piano da 300 miliardi di dollari per rilanciare l'economia interna e dare nuovo impulso all'occupazione. Oggi (8 settembre) il presidente degli Stati Uniti Barack Obama presenterà il suo "American Jobs Act" alle Camere in seduta congiunta a partire dalle 19 ora locale (l'una di notte in Italia).
Il progetto dovrebbe introdurre investimenti in infrastrutture e aiuti diretti ai governi statali e municipali, ma anche tagli fiscali e sgravi per le aziende che assumono (ad esempio prolungando oltre la fine dell'anno la riduzione del 2 per cento della ritenuta alla fonte sugli stipendi).
Per portare dalla sua parte i repubblicani, maggioranza alla Camera dei Rappresentanti, Obama offrirà
tagli al deficit della stessa quantità del piano. La sua speranza è ottenere il via libera entro la fine dell'anno, ma i costi sono alti e, stando alle anticipazioni, per coprirli si potrebbe anche fare ricorso a un aumento delle tasse nei prossimi anni.
Obama presenterà un piano per "rimettere gli americani al lavoro e rimettere soldi nelle loro tasche, sarà completamente finanziato", afferma il direttore della comunicazione della Casa Bianca,
Dan Pfeiffer. E il capo del suo staff,
William Daley, ha detto che "il Congresso deve agire e non dire no a qualsiasi cosa venga proposta in questa città". È l'auspicio dei democratici in un clima di scetticismo da parte repubblicana.
Un compito duro, quello di Obama: deve "vendere" agli americani una ripresa al rallentatore e cercare di convincerli che il tasso di disoccupazione inchiodato al 9,1% in agosto sia un problema superabile. Soprattutto, deve invertire
l'onda di malcontento legata alla sua politica economica. Secondo gli ultimi sondaggi, il 73 per cento dei suoi connazionali pensa che il paese stia andando nella direzione sbagliata.