"Se il governo ci chiama ed è disponibile a qualche correzione con qualche copertura, siamo pronti a metterci la faccia. Siamo parte della Repubblica e prima di tutto viene l'Italia". Lo afferma il presidente della Conferenza Stato Regioni,
Vasco Errani, rinnovando la richiesta di emendamenti bipartisan per stralciare le norme ordinamentali dalla manovra, per sbloccare gli investimenti già contabilizzati e per affrontare alcune emergenze come il trasporto pubblico locale.
Osserva il governatore dell'Emilia Romagna: "Ormai bisogna discutere di come fare il
funerale al federalismo fiscale. Bisogna che il governo dica ai cittadini quali sono i servizi che riesce a garantire". Anche per questo Errani lancia la proposta di vincolare al sistema sociale tutte le risorse disponibili, chiedendo al tempo stesso al governo di rinunciare una volta per tutte agli "atteggiamenti unilaterali".
La posizione dell'esponente Pd viene condivisa anche dai colleghi del centrodestra. La più dura è
Renata Polverini (Lazio): "La manovra avrà effetti depressivi e peggiorerà i servizi. Il governo venga con noi negli ospedali o sugli autobus a dire ai cittadini che ha dovuto rimettere i ticket sanitari o aumentare i biglietti".
Per
Roberto Formigoni, governatore della Lombardia, "serve il reintegro pieno del miliardo e mezzo per il trasporto e vanno sbloccati gli investimenti. Sono richieste ragionevoli, per migliorare una manovra insostenibile e sperequata. La nostra non è una rivolta. Siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità, ma compartecipando alle decisioni. Speriamo di non trovare un muro da parte del governo".