"Non è con la macelleria sociale che si risolvono i problemi del paese. Abbiamo bisogno di una manovra finanziaria equa che faccia pagare di più a chi è si è arricchito evadendo le tasse. Così come si va configurando, la finanziaria del prossimo triennio farà pagare conseguenze gravissime alle famiglie dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, per i quali non ci saranno più né certezza dei diritti, né prospettive occupazionali per le giovani generazioni". E' quanto afferma Morena Piccinini, presidente dell'Inca, il patronato della Cgi, che aderisce allo
sciopero generale del 6 settembre.
"E' un insieme di tagli - sostiene - che avranno un sicuro e pesante impatto sulle tasche delle persone con bassi redditi, lasciando inalterati i privilegi di chi ha maggiori capacità economiche. La mobilitazione del 6 settembre prossimo è stata promossa da un sindacato che vuole il bene di questo paese e che intende collaborare per contrastare la crisi in atto e far crescere le possibilità di ripresa e di sviluppo".
"Obiettivi che il governo - sottolinea Morena Piccinini - ha dimenticato da molto tempo, inseguendo la difesa delle posizioni di vantaggio a scapito della stragrande maggioranza degli italiani che contribuiscono con il loro lavoro alla ricchezza del paese; nonché dei pensionati sui cui redditi, prevalentemente bassi, continuano a pagare i tributi allo Stato".
"Un contesto - aggiunge la presidente dell'Inca - che sta trascinando l'Italia in una crisi di credibilità internazionale a tutti i livelli, con effetti devastanti sul piano delle relazioni tra gli Stati dell'Unione. Se non invertiamo la rotta, ciò che appare come una fase transitoria, potrà diventare irreversibile, ponendo l'Italia nella condizione di non poter contare neppure sul sostegno delle misure che si decideranno a livello comunitario".