Il presidente dell'Authority Pizzetti boccia la misura del governo: "Terribilmente pericolosa, dati difficili da cancellare. Serve attenzione e senso di responsabilità". E chiede di essere ascoltato: "Proteggere dignità delle persone"
Pubblicare le dichiarazioni dei redditi deo cittadini on-line sarebbe
"terribilmente pericoloso", potrebbe creare una sorta di "odio sociale, travalicando i limiti e gli obiettivi della nuova norma, se mai dovesse essere approvata". L'allarme arriva da Francesco Pizzetti, presidente dell'Autorità garante della privacy, che in un'intervista al quotidiano La Repubblica, ricorda come già il ministro Vincenzo Visco del governo Prodi, ebbe nel 2008 "quell'improvvida idea".
Pizzetti chiede "attenzione e senso di responsabilità", e sottolinea che
una volta on-line, i dati pubblicati sono "difficilmente cancellabili"; e poi "bisognerà arginare la possibilità di ricerca su Google, limitandone nel tempo l'accesso".
"L'Autorità sia sentita dal legislatore prima di procedere per definire modalità e criteri", chiede Pizzetti, che mette in guardia anche sul
nuovo ruolo che potrebbe assumere il cittadino, quello di controllore anti-evasione. "Serve un'estrema cautela - prosegue - la nostra preoccupazione è di proteggere la dignità delle persone'.
Una cosa è la pubblicazione del reddito, "altra questione rendere note le eventuali esenzioni delle spese sanitarie o a chi venga devoluto l'8 per mille". In ogni caso - conclude Pizzetti in un colloquio, questa volta, con Il Messaggero - a differenza del 2008 ora "sembra profilarsi un salto culturale molto grosso".