Primo maggio: senza crescita e occupazione il Paese implode
Deve cambiare. Cambierà. La politica economica e sociale del governo italiano e quella di molti paesi europei, che blocca la...
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"Questa manovra -sottolinea il leader del sindacato degli edili della Cgil- è forse il colpo di grazia definitivo per il settore che è stato falcidiato da tre anni di crisi e ha avuto la sventura di sommare alla fase negativa congiunturale anche una crisi strutturale di modello economico. Questo ha fatto sì che nei quindici anni di crescita ininterrotta il settore non si strutturasse in maniera adeguata, per migliorare la qualità delle sue imprese e di ciò che producono".
E oggi, racconta Schiavella, quello dell'edilizia è un settore in cui spadroneggiano lavoro nero e illegalità. "In una situazione di crisi come questa -spiega- tutto ciò ha generato un'ulteriore destrutturazione del settore, un ulteriore abbassamento della qualità e soprattutto, per quello che ci riguarda, un ulteriore abbassamento dei livelli di occupazione e anche dei diritti dei lavoratori".
Una condizione di crisi e difficoltà che richiederebbe uno sforzo del governo. "In un quadro del genere -sottolinea Schiavella- avremmo bisogno di due cose: di investimenti e di regole. Gli investimenti costano, le regole no. Gli investimenti costano, ma si potrebbero facilmente reperire agendo sulla leva dell'evasione fiscale nel settore che, come abbiamo stimato in un nostro recente rapporto, assomma totalmente a oltre 12 miliardi di euro di sola evasione dell'Iva a cui si sommano quasi 12 miliardi di evasione contributiva".
Risorse che, ricorda Schiavella, potrebbero "servire a rilanciare davvero il settore con un Piano infrastrutture che invece oggi è solo annunciato, tanto per cambiare". Senza dimenticare, ricorda il leader della Fillea, che "sul mercato privato delle costruzioni il taglio lineare agli unici strumenti che avevano funzionato e cioè quelli per la ristrutturazione ai fini dell'efficienza e risparmio energetico, darà l'ennesima mazzata a un settore che già di per sé sta soffrendo, come quello degli appalti pubblici, una forte riduzione dei volumi".
"In questo quadro -sottolinea Schiavella- è necessario porre un argine alla crescente illegalità e alla crescente destrutturazione. Ma neanche su questo il governo è stato capace di fare qualcosa. Assistiamo a una sostanziale deregolamentazione dell'attività edilizia, che non porta un cantiere in più ma aumenta le possibilità di elusione e di evasione".
Per tutti questi motivi, il sindacato è pronto lanciare la mobilitazione. "Stiamo programmando -annuncia Schiavella- una serie di iniziative per settembre: vogliamo dare una spinta a cambiare le cose, per chiedere una ripresa almeno minima degli investimenti".
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TAGS schiavella manovra edilizia
17/08/2011 15:30
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