Il primo ministro alla Camera: "Durante le sommosse il libero flusso d'informazioni può essere usato per il bene, ma anche per il male". Già arrestate tre persone sospettate di avere incitato la rivolta via internet. Contatti con fb, twitter e blackberry
Limitazione della libertà o tutela sociale? Dopo i gravi disordini dei giorni scorsi in Gran Bretagna, il primo ministro
David Cameron ha riferito oggi (11 agosto) in Parlamento che il governo inglese sta valutando l’ipotesi di vietare l’uso dei social network nel caso di tumulti o sommosse, a suo parere strumenti decisivi nelle mani dei facinorosi per coordinare le violenze.
Rispondendo alle domande della Camera dei Comuni, Cameron (rientrato d’urgenza dalla sua vacanza in Italia) ha precisato che entro poche settimane il ministro degli Interni, Theresa May,
incontrerà i vertici di Facebook, Twitter e Blackberry per affrontare l’argomento.
“Il libero flusso di informazioni può essere usato per il bene, ma anche per il male”, ha detto: “Dobbiamo fermare le persone quando utilizzano
i social media per la violenza. Stiamo lavorando con la polizia e i servizi segreti per valutare se impedire la comunicazione tramite questi siti in casi del genere”.
La mossa di scollegare i potenziali rivoltosi segnerebbe un cambiamento enorme in Gran Bretagna, terra tradizionalmente legata più di altre alla
libertà di parola. Cameron, intanto, ha già esortato Twitter e Facebook a
rimuovere messaggi, immagini e video che possano incitare ai disordini: “Tutti devono pensare alla loro responsabilità”.
Duro il commento di Jim Killock, direttore di
Open Rights Gruop, onlus britannica che si batte per i diritti della rete: “Cameron rischia di attaccare il diritto fondamentale di libertà di parola. Eventi come i recenti disordini sono frequentemente usati per attaccare le libertà civili. Bisognerebbe mirare ai colpevoli reali” e l'unica soluzione resta quella di affidarsi ai tribunali.
Il
Guardian riferisce che mercoledì scorso
la polizia ha già arrestato tre persone sospettate di usare Twitter e BlackBerry per incitare i disordini a Southampton. “Questi arresti – si legge – potrebbero essere i primi direttamente legati all'uso del popolare servizio di messaggistica istantanea BlackBerry”.