NAPOLI - "Il tragico e disperato gesto del lavoratore della Fiat di Pomigliano d'Arco, che ha tentato di togliersi la vita a seguito della notizia della ulteriore proroga, dopo già tre anni, è l'ennesimo sintomo della gravità della crisi che attraversa la nostra Regione, del clima di disperazione che tocca quanti si vedono privati delle loro certezze economiche, lavorative, di vita, di futuro. Conseguenza, questa, anche di un'assoluta incapacità dell'attuale amministratore delegato della Fiat di dialogare con i sindacati e con i lavoratori, di proporre piani industriali credibili e in grado di dare certezze e prospettive industriali al nostro paese, alla Campania, ai lavoratori". È quanto affermano in una nota la Camera del lavoro di Napoli e la Cgil Campania alla notizia del tentato suicidio di Carmine P., operaio di 45 anni dello stabilimento "G.B. Vico" di Pomigliano d'Arco.
"La stessa ultima vicenda della Irisbus di Grottaminarda - continua la confederazione - è l'ennesima dimostrazione di un atteggiamento miope e irresponsabile. La Campania rischia l'ennesima grave conseguenza in termini di attività produttive e di occupazione. Il governo nazionale e Confindustria devono immediatamente intervenire rispetto alla grave crisi sociale ed economica che è diventata nelle ultime settimane e con il rischio di aggravarsi, insostenibile. La Cgil - conclude la nota - è vicina a Carmine e alla sua famiglia e confida che il lavoro del personale medico dell'ospedale don Bosco possa presto restituirlo ai suoi cari".