Il monito di Save the Children: crescono bimbi e adolescenti in condizioni di povertà assoluta. "Alto tasso di disagio sociale, nel Mezzogiorno divario abissale nelle possibilità di apprendimento rispetto al Nord". Il 30 settembre conferenza sull'infanzia
Al Sud i bambini e adolescenti che vivono in
condizioni di povertà assoluta sono 410mila. Lo rende noto oggi (2 agosto)
Save the Children, presentando la prima conferenza programmatica sui diritti dell'infanzia, dal titolo "Crescere al Sud", che si terrà il 30 settembre. Secondo i dati dell'organizzazione, il quadro è molto negativo: c'è "un
divario abissale nelle possibilità di apprendimento di uno studente del Sud rispetto ad un coetaneo che vive nel Nord d'Italia, indipendentemente dalle caratteristiche individuali e dalla scuola che frequenta".
Anche nel Mezzogiorno, si legge nel comunicato, non mancano esperienze positive per la tutela dei minori. Tuttavia però, "le buone esperienze locali non bastano per fare sistema". Su 10 milioni e 227mila minori che risiedono in Italia, spiega, sono quasi 4 milioni quelli che vivono nel Sud e delle isole. Tra questi si concentra il
più alto tasso di condizioni di svantaggio e di disagio sociale, una percentuale "che deve decrescere assolutamente".
E' stato il direttore dei programmi Italia Europa di Save the Children, Raffaela Milano, a illustrare la conferenza sull'infanzia. Serve
un piano nazionale per garantire diritti e salute dei bambini, ha detto. "Non possiamo rassegnarci a veder aumentare, di anno in anno, le diseguaglianze nei diritti dei bambini che raggiungono al Sud un livello inaccettabile". L'obiettivo, quindi, è "costruire un piano che incida sui diritti violati dell'infanzia del Mezzogiorno, dalla lotta alla povertà minorile alla dispersione scolastica, dallo sfruttamento sul lavoro alla tutela della salute, proponendo una agenda di impegni precisi e misurabili".
Per organizzare l'iniziativa Save the Children lavorerà insieme alla Fondazione "Con il Sud". Il presidente, Carlo Borgomeo, sottolinea come "la condizione dell'infanzia costituisce la più odiosa ed inaccettabile espressione del divario Nord-Sud". Il capitale umano deve tornare al centro dello sviluppo, a suo avviso, perchè "un'area in cui vengono
ignorati i diritti dei bambini è un'area senza futuro".