"Le anticipazioni del
rapporto Svimez 2011 presentate stamattina confermano una tendenza ed una realtà che come Cgil denunciamo da anni: stiamo assistendo ad una progressiva divaricazione del Sud dal CentroNord con il rischio di irreversibilità". Lo
afferma Serena Sorrentino, segretaria confederale della Cgil, con delega alle Politiche di Coesione Economica e Sociale del Mezzogiorno.
“Tutti gli indicatori economici e sociali – continua la sindacalista - dicono che il Sud non può più sostenere socialmente questa crisi e le
mancate risposte del governo; inoltre le politiche di tagli lineari, il federalismo pasticciato, l'appropriazione indebita dei Fas e dei Fondi strutturali stanno impedendo la ripresa economica: al Sud ci vorranno vent'anni per tornare a crescere ai livelli pre-crisi, con una disoccupazione giovanile al 25%”.
L'occupazione è in calo in tutte le regioni meridionali con una concentrazione al sud del 60% della perdita dei posti di lavoro complessivi, con un dato preoccupante che riguarda la disoccupazione degli under 35 che al sud si attesta al 31,7 % a cui vanno aggiunti gli inattivi".
"Le emergenze vere del Sud sono l'occupazione e la garanzia dei diritti sociali e fondamentali, ma le politiche del governo hanno ulteriormente danneggiato il sud nella crisi producendo di fatto una situazione per la quale le condizioni di civiltà e diritti nel sud rischiano di essere inferiori al resto del Paese, con una bella pietra tombale sulla possibile crescita che è data dall'assenza di politiche di rilancio dei settori produttivi (si perde 1 posto su 4 nell'industria) e dalla compressione dei consumi per la crescente povertà".
"Il vero piano sembra quello di cancellare il Sud -.a suo giudizio -. Andrebbe accolta la richiesta delle regioni sulla “nettizzazione” della spesa per investimenti da gas e fondi strutturali dai patti di stabilita' per attivare le risorse che ci sono e far crescere occupazione, invece si rischia che le regioni del sud non riescano a spendere le risorse aggiuntive".
"Questo governo ha abbandonato il sud, ha fatto solo proclami e messo in campo ipotesi futuribili e sbagliate come il Ponte sullo stretto di Messina abbandonando le industrie in crisi, e non preoccupandosi del fatto che i cittadini del sud da settembre potrebbero non avere garantita la scuola o le prestazioni sanitarie.
"Ciò conferma l'inadeguatezza di questo esecutivo che anche nella recente manovra economica non ha tenuto in alcuna considerazione il sud - prosegue -. Come Cgil ribadiamo che il Mezzogiorno è una grande questione che riguarda la crescita del paese e a settembre rilanceremo sul terreno della proposta alternativa un progetto di crescita che
guardi al Sud come una risorsa fondamentale, a partire dai giovani".