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Boom di sfratti, l'85% per morosità

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La denuncia di Sunia e Cgil alla luce dei dati del ministero dell’Interno. 65.489 sfratti nel 2010, pari a +6,5% rispetto al 2009. E' la crisi che morde: quasi sempre la causa è da ricercare nei mancati pagamenti. Il sindacato: "Una bomba sociale"

di rassegna.it

Boom di sfratti in Italia - autore foto: aldoaldoz, da flickr (immagini di autore: aldoaldoz, da flickr)
La crisi morde e si fa sentire anche sulle dinamiche abitative. Cresce infatti il numero di sfratti nel 2010 e quasi sempre la causa è da ricercare nei mancati pagamenti. Nel 2010 gli sfratti emessi sono stati 65.489, pari a +6,5% sul 2009. E' il valore più alto degli ultimi 15 anni. L'allarme parte dalla Cgil e dal Sunia, alla luce di una elaborazione condotta su dati del Ministero dell’Interno.

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Oltre l’85% degli sfratti, tra l'altro, sono stati emessi per morosità (56.147). Calano invece le richieste di esecuzione presentate all’Ufficiale giudiziario, che sono state 110.048 in flessione del -5,6% sul 2009, mentre cresce il numero di sfratti eseguiti del +8,1% pari a 29.825. Nel dettaglio lo studio sottolinea come gli sfratti per morosità registrino negli anni un costante aumento sia in termini assoluti che percentuali sul totale. Nel 1983, infatti, con 17.895 provvedimenti rappresentavano il 13% degli sfratti emessi mentre nel 1997 avevano raggiunto la quota del 50% del totale con 26.332 provvedimenti. Per arrivare al dato dello scorso anno quando con 56.147 provvedimenti la crescita sul 2009 è del +8,9% e del +29% nel biennio 2008-2010.

Per quanto riguarda l’insieme dei provvedimenti emessi - che contempla quelli per necessità del locatore, per finita locazione e per morosità o altra causa - questi hanno subito un andamento decrescente nel tempo, assumendo il valore massimo (145.780) nel 1984, valori superiori alla media sia nel 1983 (139.228) che nel 1987 (120.442) ed il valore minimo (38.944) nel 1999. Negli anni dal 2000 al 2010, al contrario, si è verificata un’inversione di tendenza rispetto al periodo precedente, con un aumento da 39.406 sfratti emessi nel 2000 a 65.489 nel 2010 (+66% nel decennio).

Dal punto di vista territoriale, le città con più sfratti emessi lo scorso anno sono Roma (con 6.710) seguita da Milano (6.466), Torino (3.010) e Napoli (2.932). Per quanto riguarda la ripartizione regionale, il maggior numero di provvedimenti emessi si concentra in Lombardia (13.865 provvedimenti pari al 21,2% del totale nazionale), seguito dal Lazio (7.533, 11,5%) e dall’Emilia Romagna (7.054, 10,8%). Il valore più elevato di richieste di esecuzione presentate all’ufficiale Giudiziario si registra anche qui in Lombardia (34.932 richieste, 31,7% del totale nazionale) seguita dall’Emilia Romagna (811.883, 10,8%) e dalla Toscana (10.965, 10,0%). Infine il maggior numero di sfratti con l’intervento dell’Ufficiale Giudiziario sono stati eseguiti in Lombardia (4.794 sfratti eseguiti, 16,1% del totale nazionale), seguita dall’Emilia Romagna (4.156, 13,9%) e dal Lazio (3.098, 10,4%).

Ma il Sunia e la Cgil evidenziano inoltre come il peggioramento della situazione si evinca anche dal rapporto tra i provvedimenti di sfratto emessi e il numero delle famiglie residenti in Italia che si attesta, per l’anno 2010, a uno sfratto ogni 380 famiglie a fronte di uno sfratto ogni 539 famiglie nel 2001 e uno ogni 401 famiglie nel 2009. Negli ultimi cinque anni sono stati emessi circa 268mila provvedimenti, di questi oltre 216mila per morosità, mentre 127mila sono state le esecuzioni di provvedimenti emessi anche in periodo precedenti. Cgil e Sunia stimano inoltre che siano "circa 100mila gli sfratti già emessi che potrebbero essere eseguiti nel prossimo periodo, ai quali potrebbero aggiungersi altri 100mila che, in relazione al trend dell'ultimo periodo, saranno verosimilmente emessi nel prossimo triennio".

La drammaticità di questi dati, sostiene la responsabile delle politiche abitative per la Cgil Nazionale, Laura Mariani, dimostra "la necessità impellente di misure di sostegno ai redditi delle famiglie che hanno spesso incidenze dell’affitto oltre la soglia critica per l'equilibrio familiare: metà di quelle in affitto ne dichiarano eccessivamente gravoso il carico, quasi un terzo di queste hanno arretrati tra canone e bollette". Lo stesso Piano di edilizia abitativa, denuncia la sindacalista, "che nelle promesse avrebbe dovuto garantire un flusso consistente di alloggi a canoni sopportabili, si sta rivelando marginale sotto il profilo numerico e lontano dalle capacità reddituali di giovani, lavoratori e pensionati".

Insufficienti inoltre per il sindacato le politiche messe in campo dal governo che registrano: "tagli agli sgravi fiscali per chi è costretto per lavorare a trasferirsi in un’altra città; sostanziale azzeramento del fondo di sostegno alla locazione; aumento della aliquota della cedolare secca appena introdotta che se nella sua originaria misura rappresentava un regalo di un miliardo e mezzo alla proprietà più ricca che lo avrebbe intascato senza diminuire gli affitti, dal 2013 sarà una spinta ulteriore agli aumenti degli affitti per mantenere inalterate le rendite della proprietà; Irpef anche sulla rendita catastale della prima casa e riduzione della agevolazione fiscale per chi paga il mutuo". Cgil e Sunia quindi, all’interno della mobilitazione del sindacato di Corso d’Italia contro la manovra economica, fanno sapere che metteranno in campo iniziative in tutta Italia per rivendicare "lo spostamento della tassazione sui redditi più alti, sui grandi patrimoni e sulle rendite, per aiutare i redditi più bassi e lo sviluppo, il rilancio dell’edilizia sociale, la riforma del regime delle locazioni". Insieme alla proposta di un ‘Patto per l’abitare’ che attraverso un piano per l'affitto sostenibile, sia in grado contemporaneamente di fornire una risposta al fabbisogno abitativo e agire come volano per lo sviluppo dell'occupazione nel settore.



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TAGS casa

25/07/2011 17:12

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