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Agcom: non saremo lo sceriffo di internet

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Calabrò: sì a una rete libera, no al 'Far web'. Occorre bilanciare "una rete aperta e la protezione della proprietà intellettuale'. Ma è un tema per il Parlamento. Vita (Pd): l'Autorità opti per una moratoria

di rassegna.it

Agcom: non saremo lo sceriffo di internet (immagini di Davide Orecchio)
Sì a una rete libera, no a una sorta di 'Far web'. È questa la posizione del presidente dell'Autorità per le comunicazioni, Corrado Calabrò, che ha esposto i princìpi ispiratori dell'Agcom nello schema di regolamento per la tutela del diritto d'autore su internet.

Lo schema approvato lo scorso 6 luglio, ha precisato il presidente dell'Agcom nel corso dell'audizione di fronte agli Uffici di presidenza delle commissioni Cultura e Comunicazioni del Senato, è stato aperto a una nuova consultazione per 60 giorni 'sottoponendolo così a un processo valutativo approfondito, articolato e realmente aperto a tutti i contributi e a tutte le voci della società civile, del mondo web e di quello produttivo, della cultura e del lavoro che ben riflette la delicatezza e l'importanza del tema".

Calabrò ha assicurato che "l'Autorità non ha la benché minima propensione a diventare lo sceriffo di internet come qualcuno ha paventato. Intende al contrario utilizzare tutto il suo expertise nel tentativo di affrontare innovativamente in maniera organica ed efficace il tema del diritto d'autore', con un bilanciamento 'tra una rete libera e aperta e la protezione della proprietà intellettuale'.

Per Calabrò, quindi, è necessario "riscrivere le regole della rete coniugando libertà e diritti economici", e si tratta di una "sfida ardua", ma al tempo stesso "il principio della rete libera" non può risolversi "in un Far web. Non è un esito degno di un paese che creda nel diritto anziché nella sopraffazione del più svelto e del più spregiudicato".

'Ci permettiamo di auspicare - ha concluso - che anche il Parlamento nella sua sovranità affronti le principali questioni aperte che si collocano oltre l'orizzonte dell'azione amministrativa. Solo in questo modo internet potrà integrare e far convergere, realmente e per tutti, diversi media ampliando a dismisura le loro possibilità. Non ne segnerà la fine ma ne aumenterà il valore'.

"Sono anni, ormai, che l'Italia attende la riforma della legge sul diritto d'autore', commenta il senatore Vincenzo Vita, Vice presidente della Commissione Cultura. 'Basterebbe, come affermato dallo stesso presidente dell'Agcom durante la relazione annuale al Parlamento, una sola norma di legge ben calibrata a consacrare a livello di legislazione primaria principi guida equilibrati - aggiunge Vita -. Nell'era digitale e nell'avanzamento delle tecnologie web la difesa del vecchio diritto si rivela un boomerang, mettendo in crisi gli stessi interessi che si vorrebbe astrattamente tutelare. L'evoluzione acceleratissima dei beni immateriali richiede una forma di tutela adeguata alle novità. La libertà della rete e la tutela del lavoro intellettuale sono entrambi diritti essenziali. Proprio per questo è indifferibile una chiara norma di legge'.

'Per questo - sottolinea Vita – è preferibile una scelta di moratoria da parte dell'Autorità, facendo precedere l'atto definitivo dell'Agcom dal varo di una breve ma impegnativa legge di princìpi del Parlamento italiano. O è meglio che piovano ricorsi a proposito della legittimità della decisione dell'organismo di garanzia e della stessa competenza a decidere di quest'ultimo? E' ormai ineludibile che il Parlamento affronti la questione con una legge, prima che si realizzi l'ambizione di Berlusconi di occuparsi della rete dopo la televisione. La tragedia italiana non avrebbe più fine. Senza una legge ad hoc il disagio rischia di diventare molto serio', conclude il senatore del Pd. 


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TAGS delibera agcom schema di regolamento per la tutela del diritto d'autore su internet

21/07/2011 18:13

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