Per il centro studi dell'associazione industriali nel III trimestre la crescita sarà "quasi nulla". Si profilano debolezza della domanda interna, minor forza di quella estera, ripercussioni dalle violente turbolenze finanziarie globali. Pil 2011 all'1%
Si ferma la ripresina italiana. Secondo l'analisi mensile del Centro studi di Confindustria, nel 3° trimestre 2011 la crescita sarà quasi nulla, dopo che nel 2° si è avuto un aumento dell'1,6% della produzione industriale, concentrato nella prima parte del periodo, che ha originato una temporanea accelerazione del Pil.
Nell'analisi del Csc,
per l'Italia si profilano debolezza della domanda interna, minor forza di quella estera, ripercussioni dalle violente turbolenze finanziarie globali e stretta sui conti pubblici. L'attività industriale nel 3° trimestre, in particolare, parte dal -0,3% ereditato dal 2°.
Gli indicatori qualitativi sono tutti negativi: le pmi hanno rilevato in giugno ordini calanti nel manifatturiero (47,5, minimo da 20 mesi, da 51,1) e nel terziario (47,4, da 50,1). Giudizi e attese delle imprese rivelano la fiacca dinamica produttiva in base ai dati Istat.
Per l'Italia, quindi, "gli indicatori puntano a una nuova e prolungata fase di
variazioni del Pil che saranno molto difficilmente superiori all'1% annuo".
In definitiva, il quadro è davvero poco rassicurante: "l'anticipatore Ocse continua a scendere; il
Pmi è in zona recessione nel manifatturiero e nei servizi, con ordini in diminuzione; l'occupazione langue; i consumi sono piatti; il contesto per gli investimenti è deteriorato; l'export frena più dei mercati di sbocco. L'aumento dei tassi Bce ostacola la ripresa e accentua le difficolta' dei debitori, specie con il credito bancario sempre molto selettivo".
E se l'Italia piange, l'Europa non ride: a luglio rallenta drasticamente l'attività nel settore manifatturiero e dei servizi in Eurolandia, depressa dalla crisi dei debiti sovrani nel Vecchio Continente. E' quanto emerge dalla stima dell'indice composito Pmi (Purchasing Managers'Index) calcolato da Markit per Reuters, che è sceso a 50,8 punti da 53,3 di giugno. Gli economisti avevano stimato una flessione più contenuta a 52,6 punti. La soglia dei 50 punti fa da spartiacque tra espansione e contrazione del ciclo.