In pubblico il premier continua a rassicurare sulla tenuta del Governo, in realtà il voto di ieri per l'arresto di Papa è un colpo letale. Passata la linea del ministro dell'Interno, ora Berlusconi vuole capire se Bossi è in grado di tenere l'asse
Berlusconi continua a ripetere pubblicamente che il Governo terrà e che non ci sarà alcuna ripercussione per
il voto di ieri che ha portato all'arresto del deputato Pdl Alfonso Papa, già in carcere da ieri sera a Poggioreale. Ma in realtà il premier è consapevole del fatto che l'asse con la Lega, che gli ha sempre permesso di governare, potrebbe essersi rotto.
“E' stata una prova di forza nella Lega,
un vero e proprio congresso e Maroni è uscito vincitore, come un nuovo segretario. Bossi mi aveva dato garanzie, mi deve delle spiegazioni, questo è solo un gioco allo sfascio, sarebbe la fine anche della Lega, con i ricatti non si va da nessuna parte”. Questi, secondo quanto riporta l'agenzia Agi, sono i veri pensieri che in queste ore preoccupano Berlusconi. D'altronde, l'assenza di Bossi da Montecitorio ieri è apparsa un segnale inequivocabile della
sconfitta del Carroccio di governo e della fine di un'epoca.
Intanto, nel Pdl non si nasconde più il timore che l'esecutivo abbia le ore contate. E nel mirino c'è il ministro dell'Interno che, sussurrano fonti del Pdl,
ha già l'accordo con la sinistra per far cadere il governo. Si guarda inoltre a
Giorgio Napolitano: la paura è che possa essere proprio il Colle a decretare la 'fine' del governo. E infine si considerano le mosse della magistratura: con il sì all'arresto per Alfonso Papa il rischio è che possano arrivare ora altre ondate giudiziarie.
A questo punto,
Berlusconi intende parlare direttamente con Bossi al più presto, forse a margine del Cdm di venerdì. ”Umberto mi deve dire - sarebbe stato il ragionamento del Cavaliere - se l'asse tra Pdl e Lega regge ancora”.
Ma
anche il Pd punta il dito contro il Carroccio per quanto successo al Senato, dove Alberto Tedesco, già senatore democratico, è stato salvato contro la sua stessa volontà (nel suo intervento aveva infatti chiesto ai colleghi di concedere l'autorizzazione all'arresto). “La Lega ha annunciato il voto a favore dell'arresto di Tedesco e poi ha votato contro”, sostiene il capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro, secondo cui in questo modo i leghisti hanno voluto colpire il Pd, ma anche “mostrare al Pdl che hanno il bastone del comando”.