E' la crisi alimentare più grave dal 1991, malnutrizione per oltre il 30% dei cittadini. La metà della popolazione in crisi per conflitti, siccità e povertà. Amnesty: bambini vittime di guerra, reclutati da miliziani islamici. "Il governo non fa nulla"
Per la sua gravità e la sua estensione geografica si tratta della crisi alimentare più grave in Africa dal 1991-1992. Oggi (20 luglio) l'Onu lancia l'allarme carestia in Somalia, dove
circa la metà della popolazione, pari a 3,7 milioni di persone, si trova ormai una situazione di crisi a causa dei fattori concomitanti di conflitto armato, siccità e povertà. Nelle due regioni somale di Bakool e Bassa Shabelle sono quasi 350.000 le persone colpite dalla carestia.
Le principali caratteristiche di una situazione di
"carestia/catastrofe umanitaria", come riporta l'agenzia TMNews, sono "un tasso di mortalità superiore a due persone al giorno su 10.000, una malnutrizione grave che riguarda oltre il 30% della popolazione, una disponibilità di cibo molto inferiore alle 2.100 kcal/giorno per persona, meno di 4 litri di acqua al giorno e a persona o una perdita effettiva totale dei mezzi di sussistenza".
Caratteristiche che devono riguardare
oltre il 20% della popolazione di una regione, anche se, come ha precisato la
Fao, per proclamare lo stato di carestia bastano le tre precondizioni indispensabili quali tasso di malnutrizione, tasso di mortalità e accesso all'acqua.
Ma questo non è l'unico dramma che investe il paese africano. Secondo
Amnesty International, infatti, i
bambini sono vittime di crimini di guerra. E' la denuncia diffusa oggi dall'organizzazione umanitaria. I bimbi somali, spiega, subiscono un "sistematico reclutamento" da parte dei miliziani islamici Shabab. In un rapporto in cui sono raccolte oltre 200 testimonianze, l'organizzazione di difesa dei diritti umani analizza l'impatto sui bambini di un conflitto in corso nel Paese dal 1991, anno della caduta del Presidente Mohamed Siad Barre.
"Un bambino in Somalia rischia di morire in ogni momento: pu essere ucciso, reclutato e inviato al fronte, punito dagli Shababperch ascolta musica o perch ha 'cattive abitudini'", denuncia Michelle Kagari, direttore aggiunto per l'Africa di Amnesty. In particolare, i miliziani tendono a reclutare i bambini promettendo loro soldi e cellulari, oppure armandoli con la forza dopo aver fatto irruzione nelle scuole.
E il
governo non fa niente per impedirlo: "Si è impegnato a rispettare i diritti dei bambini - così Amnesty -, ma deve ancora adottare misure concrete per mettere fine al ricorso di minori nelle sue forze armate"