Il primo responso delle borse dopo il voto di venerdì è negativo: Piazza Affari crolla del 3%, mentre lo spread Btp-Bund risale a livelli record. Cresce il fronte delle Regioni che non applicheranno gli aumenti ai ticket
Mercati scettici e regioni sul piede di guerra. La manovra approvata venerdì che oggi entra concretamente in vigore non sembra convincere le borse europee che hanno tutte il segno negativo. Milano poi è arrivata in poco più di un'ora a perdere il 2%, con i titoli bancari che colano a picco: Intesa Sanpaolo perde il 3,85%, Mps il 3,75%, Unicredit il 3,72%, Banco popolare il 3,47% e Ubi il 3,07%.
Piazza Affari ha chiuso la giornata sui minimi di seduta,
con l'indice Ftse Mib in calo del 3,06% a 17.885 punti.
Torna a livelli elevatissimi anche lo
spread tra Btp e Bund decennali che supera i 325 punti. Il rendimento del Btp a 10 anni è salito al 5,88%.
Intanto, si rafforza il fronte delle regioni che contrastano le scelte contenute nella manovra e in particolare l'aumento dei ticket: 10 euro sulle prestazioni specialistiche e 25 euro sui codici bianchi al pronto soccorso. Al momento le Regioni che hanno detto di volersi adeguare alla nuova normativa sono sei:
Lazio, Liguria, Lombardia, Calabria, Sicilia, Basilicata. Dalla lista si è sfilato il Veneto.
"Il Veneto si mette l'elmetto e cerca di resistere -
ha detto il presidente della Regione, Zaia - Capisco le ragioni di questa manovrona: se è stata fatta con tanta urgenza e se dopo anni è così impopolare, evidentemente i conti di cui è a conoscenza Tremonti devono essere pesanti. Ma a casa propria ognuno si gestisce come crede".
Nella lista dei
'contrari' figurano anche Umbria, Toscana, Emilia Romagna, Sardegna, Val d'Aosta e Trentino Alto Adige. La situazione ancora in corso di valutazione in Piemonte, Campania, Marche e Friuli Venezia Giulia.
Intanto, prende posizione il
Tribunale dei Diritti del Malato-Cittadinanzattiva. Con i nuovi ticket introdotti dalla manovra, "ai cittadini conviene rivolgersi al privato: se la spesa per le visite specialistiche è arrivata a 46 euro, e con liste d'attesa di due o tre mesi, spendendo qualche euro in più, 52 euro, si prenota una visita privata con un'attesa di due o tre giorni. Questa manovra del governo, che la Regione ha dovuto subire, è una spinta verso il privato: è la privatizzazine della sanità non dichiarata. Noi, ovviamente, non siamo d'accordo".
aggiornato alle 17.50