Il giudice di Torino sancisce la validità dell'accordo separato, ma condanna il Lingotto per comportamento antisindacale e impone la riammissione della Fiom in fabbrica. Landini: "Abbiamo vinto". Camusso: "Fallito il modello della divisione"
di rassegna.it
La Fiom deve rientrare a Pomigliano d'Arco. Lo ha stabilito il giudice del tribunale del lavoro di Torino Vincenzo Ciocchetti, secondo cui la Fiat è responsabile di comportamento antisindacale. Al tempo stesso, Ciocchetti ha giudicato legittimo l'accordo di Pomigliano e non ha ritenuto che nella costituzione di Fabbrica Italia Pomigliano ci sia stata la violazione dell'articolo 2.112 del codice civile sul trasferimento del ramo d'azienda, come sostenuto dai legali della Fiom.
"Avevamo ragione: la Fiat è antisindacale. Ci hanno cacciati fuori dalle fabbriche con accordi separati, ci rientreremo con il diritto e senza vincolo alcuno". Così il segretario della Fiom, Maurizio Landini, commenta, in un'intervista a "La Stampa", la sentenza emessa dal giudice del lavoro di Torino sull'accordo di Pomigliano. E, sull'antisindacalità, sottolinea che è un pronunciamento importante per la Fiom perché "abbiamo riconquistato il diritto di essere in fabbrica a rappresentare tutti i lavoratori, anche quelli che dissentono".
Per Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, "la cosa più importante della sentenza è che il modello della divisione ha fallito e che viene restituita ai lavoratori la possibilità di decidere a quale sindacato appartenere. Questo - prosegue Camusso - dovrebbe indurre tutti i firmatari dell'accordo separato a riflettere sul fatto che le strade che portano a separazioni ed esclusioni non funzionano". Ed è proprio per questa ragione, secondo Camusso, che è importante che ci siano regole condivise come quelle contenute nell'ipotesi di accordo del 28 giugno scorso firmato da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria.
Ma il segretario della Cgil sottolinea anche un altro aspetto della vicenda, ovvero il fatto che dopo la sentenza che impone la riammissione della Fiom in fabbrica, la Fiat ha annunicato che potrebbe bloccare gli investimenti previsti per il progetto Fabbrica Italia: "Ciò che davvero colpisce - commenta Camusso - è l'atteggiamento di Fiat che per l'ennesima volta, ora di fronte ad una sentenza della magistratura, coglie l'occasione per rimettere in discussione gli investimenti".
I sindacati firmatari dell'accordo separato con Fiat per la newco Fabbrica Italia Pomigliano, sono invece convinti che per avere le rsa in Fip la Fiom deve siglare l'accordo. Anche se, a detta di qualcuno, la sentenza del giudice del lavoro di Torino, poteva essere più netta. Come Crescenzo Auriemma, segretario campano della Uilm, il quale sottolinea che il giudice "ha dato per metà ragione a Fiat per l'accordo Fip, per l'altra metà a Fiom per la rappresentanza sindacale".
"Noi diciamo che è legittimo il contratto collettivo del 2008", replica Landini riferendosi al fatto che quel contratto contiene la clausola di ultrattività, e a settembre la Fiom presenterà la piattaforma per il rinnovo di quel contratto. "E in quel momento diventerà valido - precisa Landini - fino a che non ce ne sarà un altro", il che significa che a Pomigliano potrebbero esserci due contratti "e ci batteremo - prosegue Landini - affinché il nostro sia applicato come stiamo facendo in questi mesi con decine di cause".