Il Senato vota la fiducia. Il relatore: scure su tutte le agevolazioni fiscali, anche ristrutturazioni, risparmio energetico, terzo settore. La manovra vale oltre 70 miliardi. Tremonti: "Senza pareggio il debito ci divora". Pd: "Da lunedì governo a casa"
Il taglio alle agevolazioni fiscali sarà indistinto: la scure colpirà tutte le 483 voci di agevolazione attualmente previste. Saranno colpiti figli a carico, spese per la
sanità, redditi da lavoro dipendente, asili e studenti universitari. Lo annuncia oggi (14 luglio) il relatore del Pdl in Senato, Gilberto Pichetto Fratin, aggiungendo che "il governo con successivi decreti potrà decidere di escludere alcune categorie". E
il Senato vota la fiducia al maxiemendamento.
La manovra è sempre più dura (le nuove misure si aggiungono alla reintroduzione del ticket e ai provvedimenti sulle pensioni): il taglio sarà lineare e varrà il 5% nel 2013 e il 20% a partire dal 2014. L'obiettivo, spiega, è recuperare un gettito pari a 20 miliardi entro il 2014. Tra le altre detrazioni che spariranno, ci sono quelle per il risparmio energetico, ristrutturazioni edilizie, terzo settore e Onlus, Iva, accise e crediti d'imposta.
Cambiano anche le cifre: la manovra a regime
vale 47 miliardi di euro. A quanto si apprende, nel 2013-2014
il valore cumulato supera 70 miliardi, arrivando a circa 71 miliardi. Rispetto alla correzione iniziale, di 17,8 miliardi nel 2013 e 25,3 miliardi l'anno successivo, se ne aggiungono, con il passaggio in Senato, altri 6 miliardi nel primo anno e 22 miliardi annui.
Adesso, ha detto il relatore, bisogna "alzare il tasso di crescita del paese assai limitato e avviare azioni correttive incisive della spesa per elevare questo tasso".
Con le modifiche apportate in Senato alla manovra "i saldi sono migliorati". Questo un altro passaggio della relazione di Picheto Fratin. A suo avviso, infatti, i saldi sono migliorati di 2 miliardi sull'anno in corso, di 5 miliardi nel 2012, di 6 miliardi nel 2013 e di 22 miliardi sul 2014.
"Senza pareggio il mostro del debito che viene dal passato divorerebbe il nostro futuro". Lo afferma il ministro dell'Economia, Giulio
Tremonti, nel suo intervento a Palazzo Madama. Sulla situazione della Borsa, aggiunge, "il problema è di credibilità e di fiducia della politica".
Tremonti difende la manovra: "Non è solo un decreto di finanza pubblica". E' un provvedimento che "contiene 16 nuove azioni per la crescita, servono decreti come questi", aggiunge.
"Questa manovra non ci piace, il nostro è un gesto di responsabilità per l'Italia che, tra l'altro, dimostra che ci proponiamo come alternativa affidabile". E' il primo commento della presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro. "
Da lunedì - aggiunge - il governo se ne dovrebbe andare via, perchè fa del male all'Italia".
Poi arriva il via libera del Senato, con 161 sì, 135 no e 3 astenuti, alla fiducia posta dal governo sul maxiemendamento. Il decreto legge sulla passa ora all'esame della Camera dove il via libera definitivo è atteso entro domani sera (15 luglio). Voto previsto alle 19.
(Ultimo aggiornamento 15.20)