L'Aula della Camera ha approvato ieri sera il ddl sul biotestamento.
I sì sono stati 278, i no 205, 7 gli astenuti. Il testo, modificato a Montecitorio, torna ora all'esame del Senato.
A votare a favore Pdl, Lega, Udc. Contrari Pd, Idv e Fli. In realtà, però,
nei partiti di entrambi gli schieramenti ci sono stati 'distinguo' trasversali rispetto alle indicazioni ufficiali dei gruppi. Quattordici deputati cattolici del Pd, ad esempio, non hanno partecipato al voto. Le votazioni a scrutinio segreto, oltre a quella sul complesso del provvedimento, sono state numerose. Ma la maggioranza, anche aiutata dal voto segreto, non è mai andata sotto.
Nel corso delle sedute in Aula di Montecitorio
il testo ha subito alcune modifiche strutturali, come la definizione più dettagliata della platea di pazienti per cui le dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat) assumono rilievo (casi di incapacità permanente di comprendere le informazioni circa il trattamento sanitario e le sue conseguenze "per accertata assenza di attività cerebrale integrativa cortico-sottocorticale"), l'eliminazione dell'intervento di un collegio di medici in caso di contrasto tra il fiduciario e il medico curante sul rispetto degli orientamenti espressi dal paziente nelle Dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat), e la soppressione dell'articolo che prevedeva il ricorso all'autorizzazione giudiziaria.
In giornata sul ddl
si era espresso Beppino Englaro, il padre di Eluana. Secondo lui il disegno di legge è incostituzionale perché "nessuno, nè lo Stato nè un medico può disporre della salute di un cittadino".