“E' molto grave l'annuncio dato oggi dal ministero dell'Economia su una possibile anticipazione della cosiddetta clausola di salvaguardia. Si tratta di un meccanismo contabile in base al quale il Governo prevede di contare su circa 14,7 miliardi di euro provenienti dalla mancata attuazione della riforma stabilita nella bozza di Delega per la Riforma fiscale e assistenziale. Un espediente finalizzato a recuperare risorse certe - richieste in sede europea - ai fini della correzione di finanza pubblica in manovra. Ma è un meccanismo che – se fosse confermato -
si tradurrebbe in un aumento delle tasse dei lavoratori dipendenti e dei pensionati”. E' quanto afferma Danilo Barbi, segretario confederale della Cgil commentando le notizie diffuse oggi pomeriggio da via Venti Settembre.
Facendo un po' di conti sull'eventuale applicazione della clausola di salvaguardia, secondo la Cgil il meccanismo – in caso scattasse –
comporterebbe (dal 2014) un aggravio di circa mille euro di tasse all'anno per ogni famiglia di lavoratori dipendenti e pensionati per la mancata applicazione dei vari tipi di agevolazioni fiscali che riguardano lavoro, casa e famiglia. Secondo la confederazione sindacale, il meccanismo orchestrato nella Delega fiscale, rischia così di tradursi in un vero e proprio aumento delle tasse dei lavoratori dipendenti.
“Un governo che aveva promesso di abbassare le tasse, ora si accinge ad alzare proprio quelle dei lavoratori – commenta Barbi - si tratterebbe, al contrario, di
andare a cercare le risorse da altre parti: da una vera lotta all'evasione e all'elusione fiscale, alle norme sulla tracciabilità, all'introduzione di imposte sulle Grandi Ricchezze e sulle transazioni finanziarie speculative, un aumento della tassazione sulle rendite finanziarie insieme ad una vera lotta al sommerso”