Rubriche

Blog

Il PuntoRassegnadosFuori classeRoba da mattiSull'asfaltoCinePressaRendiamoci ContoRadio cracNote a margineChe senso che faUomini e CittàA tutta rete

Multimedia

Speciali



La scomparsa

Addio allo storico Ferdinando Cordova

   Print  

Ci ha lasciato il grande studioso del fascismo. Era la figura di riferimento nell'analisi del regime in Italia. Calabrese, legato alla sua terra, ci teneva a specificare sempre la differenza tra fascisti e antifascisti DI EMANUELE DI NICOLA

di Emanuele Di Nicola, rassegna.it

Addio allo storico Ferdinando Cordova
Ci ha lasciato lo storico Ferdinando Cordova. Studioso dell'avvento del regime di Mussolini e del sindacalismo fascista, Cordova è deceduto ieri (10 luglio) a Grottaferrata (Roma). Aveva 73 anni, è stato colpito da una malattia fulminante che lo ha stroncato in poche settimane.

Cordova era professore ordinario di Storia contemporanea all'Università La Sapienza di Roma. Aveva insegnato anche Storia del Risorgimento e Storia dei partiti politici. Assistente in gioventù dello storico del fascismo Renzo De Felice, Cordova è diventato a sua volta la figura di riferimento per gli studi sull’avvento del fascismo in Italia.

Tra i numerosi argomenti di interesse, si è occupato della responsabilità delle classi dirigenti nella formazione dello Stato postunitario, analizzando la crisi di fine secolo, nel libro "Alle radici del malpaese. Una storia italiana" (1994).

Altro suo grande tema, la Calabria. Nato a Reggio Calabria nel 1938, il professore si è dedicato molto alla storia della sua Regione: tra i vari testi ci sono "Alle origini del Pci in Calabria" (1977), "Sottosviluppo e fascismo nel Mezzogiorno: le Calabrie" (1992), "Massoneria in Calabria. Personaggi e documenti. 1863-1950" (1998), "Il fascismo nel Mezzogiorno: le Calabrie" (2003).

Ha collaborato con numerose riviste e dirigeva il Giornale di Storia Contemporanea, pubblicato dall'editore Pellegrini. Nell’ultima apparizione pubblica, presso il Consiglio regionale della Calabria il 17 marzo ha tenuto una lectio magistralis sul tema dell’Unità d’Italia.

Il 28 maggio 2010 Ferdinando Cordova ha rilasciato una video intervista al nostro giornale. Interpellato sull’importanza del 2 giugno e sulla nascita della Repubblica, con la consueta eleganza Cordova ha spiegato chiaramente che ci sono stati atteggiamenti diversi rispetto al fascismo: "La Resistenza è stata l’unico momento di coscienza del popolo. Dopo l’8 settembre le persone dovevano scegliere se stare da una parte o dall’altra. Per questo non possiamo avere una memoria condivisa, chi fa delle scelte se ne assume la responsabilità: pietà per i morti, ma ognuno al posto suo".

Il video dell'intervista



Vuoi riprodurre questo articolo? Leggi qui le condizioni.


TAGS ferdinando cordova cordova storico fascismo

11/07/2011 17:54

Leggi i commenti

1
E' giusto quello che diceva Ferdinando Cordova, in merito alla Resistenza e al fascismo, riguardo le diverse responsabilità che hanno avuto nella storia del nostro Paese. E' giusto, quindi, che ci sia pietà per i morti di ambedue gli schieramenti, ricordando sempre che, mentre i partigiani hanno lottato per la libertà, i fascisti, invece, lo hanno fatto per la tirannia. Quindi, per questi motivi, al governo attuale non deve essere permesso di infangare e calpestare la Costituzione.

(ricerca avanzata)

Cerca su Rassegna.it con Google

  • bookmarks

  • segnala




Antispam: inserisci il risulato della somma.


Alcune immagini

Addio allo storico Ferdinando Cordova

Tsunami democratico

articolo di Gaspare.Serra

Libera corruzione in libero stato

articolo di alfadixit

Crisi: il fondo del fondo

articolo di idelbo

Tutti i contenuti della community

Pubblica i tuoi contenuti su Rassegna.it