"La Cig cala, e questo è un bene, ma siamo davvero certi che questo significa reimpiego per tutti quei lavoratori?”. Così il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, commenta
i dati sulla cassa integrazione a giugno diffusi oggi dall’Inps, sottolineando che "dai segnali che ci arrivano la fine della Cig significa anche restrizione della base occupazionale come conferma anche la ripresa della disoccupazione".
Infatti, rileva il dirigente sindacale, "aumentano, come dice l'Inps, i contributi e questo significa una parziale ripresa dell'attività produttiva, ma
in tante aziende la fine della cassa integrazione sottolinea una restrizione della base occupazionale". In ogni caso, prosegue Fammoni, "è il dato stesso che dice che il sistema produttivo italiano è ancora gravemente malato: il dato di giugno conferma che a fine anno saremo, per la terza volta consecutiva, attorno al miliardo di ore di cassa autorizzata, un dato un po' inferiore al 2010, ma ancora più alto del 2009".
Dati per cui, osserva il sindacalista,"
non c'è niente di cui rallegrarsi dunque. E' su questo che bisogna intervenire. Ma la manovra del governo non ha niente a che vedere con lo sviluppo, anzi deprimerà ulteriormente l'economia e i diritti delle persone. La manovra è ingiusta e sbagliata e per cambiarla - conclude Fammoni - la Cgil organizzerà una grande mobilitazione nel paese".