Dopo gli scontri torna la calma alla Maddalena di Chiomonte, dove è partito il cantiere dell'alta velocità Torino-Lione. Ma la protesta continua: in questi giorni nuove azioni in tutta la zona, fino alla manifestazione nazionale del 2 luglio contro la Tav
Situazione di calma stamani (28 giugno) alla Maddalena di Chiomonte (Torino), dove ieri le forze dell'ordine ieri hanno sgomberato il presidio dei No Tav in protesta contro la realizzazione della linea Tav Torino-Lione. L'area è controllata dalle forze dell' ordine, uomini e mezzi delle ditte incaricate proseguono nelle operazioni di apertura del cantiere.
A quanto riferisce l'Ansa, attualmente
gli operai sono impegnati in due aree distinte: una nei pressi dell'autostrada A32 Torino-Bardonecchia, dove sono in corso le operazioni per l'apertura di una pista, e l'altra nella zona della Maddalena.
Nuove iniziative di protesta sono annunciate per oggi e per i prossimi giorni: sono state decise al termine di un'assemblea ieri sera tardi. Previsti presidi sulle strade statali 24 e 25 della Val di Susa, nei pressi di Bussoleno, e, in serata, una fiaccolata a Susa.
Una manifestazione nazionale, inoltre, è prevista per sabato prossimo (2 luglio) con partenza proprio da Susa e arrivo a Chiomonte.
Ieri (27 giugno) è stata una drammatica
giornata di scontri.
Ottanta feriti, a metà tra manifestanti e forze dell'ordine, questo il bilancio della "guerriglia" in Val di Susa. I lavori per la costruzione della Tav si sono aperti a caro prezzo: sono scoppiati duri scontri tra polizia e attivisti del presidio
No Tav con cariche degli agenti, lacrimogeni e sassaiole. Poi le ruspe - scortate dalla polizia stessa - riescono ad aprire i varchi e iniziano i lavori per la costruzione dell'alta velocità.
La polizia ha riferito di un lancio di pietre e bombe carta, con conseguente danneggiamento dei mezzi in dotazione. Dall'altra parte i manifestanti hanno raccontato dure cariche delle forze dell'ordine in assetto antisommossa, con l'obiettivo di permettere alle escavatrici di aprire i lavori. Molte persone sono finite all'ospedale da una parte e dall'altra. Le immagini parlano chiaro: mostrano
scene di vera e propria guerriglia con fumogeni, lanci di massi, cariche della polizia a bordo dei blindati.
Alla fine dei disordini, sono stati rilevati
trenta i feriti tra i manifestanti e trenta tra le forze dell'ordine.