Azione delle forze dell'ordine che sfondano le barricate e sgomberano il presidio dei manifestanti contrari all'alta velocità Torino-Lione. Ci sono feriti tra i poliziotti e molti manifestanti intossicati dai lacrimogeni. Scioperi spontanei nella Valle
di rassegna.it
Lacrimogeni, cariche di polizia, sassaiole e rimozione di decine di barricate. In Val di Susa da questa mattina presto, si è consumata una vera e propria battaglia per l'avvio dei lavori di insediamento del cantiere per la realizzazione della galleria in località La Maddalena, nel comune di Chiomonte, per la creazione della linea ferroviaria ad alta velocità (Tav) Torino-Lione.
Un'operazione di polizia portata a termine intorno alle 9.30 della mattina con l'ingresso delle forze dell'ordine sul piazzale della Maddalena di Chiomonte dove fino a poco prima c'erano centinaia di No Tav. I manifestanti si sono rifugiati inizialmente nei boschi.
Le forze dell'ordine fanno sapere che si è verificato un fitto lancio di pietre contro le maestranze e la polizia e il lancio di quelle che sembrano bombe carta con il danneggiamento dei mezzi d'opera e di alcuni mezzi delle forze dell'ordine. La Questura di Torino fa sapere che venticinque agenti delle forze dell'ordine sono rimasti feriti nelle operazioni. Cinque agenti sono stati portati in ospedale in ambulanza; venti sono stati medicati sul posto.
Quattro i feriti tra i manifestanti che si sono fatti medicare nel centro di primo soccorso allestito nel presidio della Maddalena di Chiomonte. Nessuno ha riportato ferite gravi. Molto più numerose – e non sono stati conteggiati dagli operatori - sono state le persone che hanno avuto bisogno di assistenza per essere state intossicate dal fumo dei lacrimogeni che sono stati lanciati verso il campo.
Secondo Paolo Ferrero, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista, “la polizia ha riempito di lacrimogeni l'area del piazzale. Un lancio di lacrimogeni senza senso, solo per gasare la gente”. "L'ordine regna a Chiomonte - aggiunge con amara ironia Ferrero - abbiamo visto anziani che hanno dovuto scappare su per la montagna. Il presidio si è disperso nella boscaglia".
Solidarietà alla polizia è espressa invece dall'assessore regionale ai Trasporti Barbara Bonino: “Siamo al vostro fianco, apprezziamo il lavoro che state svolgendo al servizio della nazione, del popolo italiano in un clima delicato. Se servisse a dare un messaggio positivo saremmo fisicamente su in valle accanto a voi a dimostrare l'amore per il territorio e la voglia di difendere il futuro del Piemonte”.
Intanto, la Fiom rende noto che sono in atto scioperi spontanei in molte fabbriche metalmeccaniche della Val di Susa. Tra le aziende in cui ci sono stati gli scioperi la “Savio” di Chiusa San Michele, la "Teknocar" di Sant'Antonino, la "Beltrame" di San di Dero e la "Vertek" di Condove.
"Abbiamo perso un round, non la guerra". E' il commento a caldo, dopo lo sgombero dell'accampamento dei No Tav a Chiomonte, del leader del movimento, Alberto Perino, riportato dall'Ansa. "Oggi - dice - è andata come si pensava che andasse. Noi abbiamo resistito poi le forze dell'ordine hanno sparato migliaia di lacrimogeni. Adesso dobbiamo portare via tutti i materiali dalla Maddalena. Poi vedremo il da farsi, di certo non siamo sconfitti".