Fondata a Torino la rete sindacale Fiat-Chrysler. Ne faranno parte Fiom, Fim, Uilm, Uaw e le organizzazioni sindacali degli altri paesi europei e americani in cui opera la multinazionale. Prima iniziativa, una lettera all'ad Sergio Marchionne
E' nata oggi, mercoledì 22 giugno, a Torino la rete globale sindacale Fiat-Chrysler. Il nuovo organismo internazionale è il frutto dei lavori che si sono svolti ieri e oggi a Torino con l'organizzazione della Federazione Internazionale dei Sindacati Metalmeccanici. Alla riunione hanno preso parte i rappresentanti sindacali di Fiat SpA, Fiat Industrial e Chrysler provenienti da Italia, Polonia, Repubblica Ceca, Serbia, Francia, Spagna, Germania e Usa. La prima occasione di incontro e confronto tra i rappresentanti dei lavoratori di Fiat e Chrysler, alla presenza anche di Bob king, presidente del Uaw. Scopo principale di questa prima riunione - hanno spiegato gli organizzatori - è stato quello di creare una struttura sostenibile per una rete globale Fiat-Chrysler.
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Per evitare che i lavoratori vengano giocati gli uni contro gli altri, la cooperazione internazionale dei rappresentanti dei lavoratori e dei sindacati è assolutamente necessaria, ancor più in un momento di crisi dove vi sono rischi di usura di impianti e di perdita di posti di lavoro", si legge nel documento conclusivo approvato a Torino.
"E' stato deciso - si legge ancora - che sotto la leadership della Fism un coordinatore e un gruppo di persone di
riferimento in rappresentanza di ciascun Paese gestiranno questa rete, raccoglieranno e distribuiranno informazioni importanti e organizzeranno, ove necessario il sostegno reciproco e le azioni comuni".
Bob King, presidente della Uaw,
Maurizio Landini segretario generale Fiom,
Bruno Vitali, segretario nazionale Fim,
Eros Panicali, segretario nazionale Uilm e un rappresentante del Brasile avranno la responsabilità della direzione politica di questa rete e costituiranno il gruppo di contatto con il management.
"In un'economia globalizzata e' importante che anche i sindacati ragionino in un'ottica globale - ha sottolineato King - perché un network può aiutare tutti a fare meglio il proprio lavoro. Una rete globale dei sindacati è molto importante nella società di oggi perché
globalmente si può ottenere di più di ciò che si ottiene in ogni singolo Stato - ha concluso - in termini di condizioni di lavoro, competività per aziende, e sicurezza".
Prima iniziativa comune sarà
l'invio di una lettera a Sergio Marchionne per chiedere il riconoscimento di un consiglio mondiale dei lavoratori e un accordo quadro internazionale.
Tuttavia,
secondo Enzo Masini, della Fiom Cgil, dal summit dei sindacati europei e americani "è emerso un quadro che è diverso tra chi da tempo conosce la Fiat, come tutti i sindacati europei, che sottolineano aspetti di preoccupazione, e il sindacato degli americani che ha aiutato il management Fiat ad oggi molto impegnato sul processo di salvataggio della Chrysler". Masini - riferisce l'agenzia TMNews - ha spiegato che gli americani "ancora non conosco il volto gerarchico, molto decisionista e di scarso coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori" della Fiat. Un punto questo "sottolineato dai sindacalisti europei".
Masini ha anche annunciato che uno dei punti su cui il nuovo network di sindacati globale dovra raccogliere materiale "è il tema dell'organizzazione del lavoro, il famoso
World Class Manifacturing, che non convince i sindacati europei".