Per il segretario Cgil "non si farà entro giugno". "Affermazioni roboanti ma nessuna proposta". Bisogna "spostare i pesi e lottare contro l'evasione". La manovra economica di Tremonti "è solo tagli lineari". Possibile accordo unitario su rappresentanza
Una riforma fiscale che porti allo spostamento dei pesi e una forte iniziativa contro l'evasione. Dall'altra parte la trattativa con Cisl, Uil e Confindustria su democrazia e
rappresentanza sindacale:
l'accordo è possibile a patto di non superare le Rsu, che devono mantenere un ruolo centrale. Queste le posizioni che il
segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha espresso oggi (22 giugno) in conferenza stampa. Il sindacato di Corso Italia ribadisce la mancanza di fiducia nei confronti del governo, soprattutto sul tema del fisco: "Fa affermazioni roboanti ma non proposte concrete - rileva Camusso -, entro fine giugno può arrivare solo a una delega, ma senza nessuna riforma".
Il segretario
riassume le proposte della Cgil sul fisco. "Chiediamo un'operazione significativa
contro l'evasione - dichiara -, una proposta concreta è portare la tracciabilità oltre i 500 euro. Bisogna abbassare la pressione fiscale su lavoro dipendente e pensioni". Quindi il nodo del sommerso: "Dobbiamo favorire l'
emersione esplicita, dato che vale il 25-30% della ricchezza del paese. Sono possibili riforme a costo zero, in grado di cambiare le condizioni: per esempio il
caporalato deve diventare reato penale, favorendo l'emersione del lavoro nero in agricoltura".
Un'operazione che deve investire molti settori, secondo Camusso. Come le costruzioni: "Occorre
rivedere la normativa sugli appalti, costruendo precisi vincoli di regolarità per le aziende in appalto e subappalto". Poi "serve un'
aliquota apposita sui consumi di lusso, bisogna tassare le grandi ricchezze".
Tagliare i costi della politica sarebbe un segnale importante. "Tornare a un regime pensionistico normale e abolire i vitalizi - questa la ricetta -, per introdurre più equità nel trattamento previdenziale dei cittadini. Serve un adeguamento delle retribuzioni: anche qui con la giusta misura, non bisogna essere ricchi per diventare amministratori del paese".
Non piace il decreto sviluppo approvato dal governo, che "va in direzione contraria" rispetto a queste proposte. "Servirebbe lo scioglimento delle società che stanno nei Comuni, province e Regioni: spesso queste sono forme di esternalizzazione della responsabilità politica delle amministrazioni". La linea dell'esecutivo - che permette ai Comuni di creare società - sostiene esattamente l'opposto.
Sulla manovra economica in arrivo, Camusso dice no ai tagli lineari: "Non si può sopportare
una manovra solo tagli e contrazione della spesa". A suo avviso "c'è bisogno di una manovra, ma non quella che sta pensando il ministro Tremonti". Inoltre
Berlusconi "racconta un paese che non esiste, deve smetterla di dire bugie perché la condizione dell'Italia è molto grave. Dopo la Grecia, è il paese nell'eurozona che cresce di meno".
Venerdì c'è l'incontro tra sindacati e imprese su democrazia ed esigibilità dei contratti. La Cgil conferma la proposta sulla rilevazione degli iscritti, con alcuni chiarimenti: "
Non si possono superare le Rsu in favore delle Rsa nominate dalle segreterie sindacali - specifica il segretario -. Se si vuole parlare di rappresentanza bisogna escludere l'ipotesi delle Rsa, perchè questo vengono indicate in modo parificato, senza considerare il peso delle singole organizzazioni, quindi non sono rappresentative".
Camusso invita a ritrovare lo spirito dell'accordo unitario del 2008 tra Cgil, Cisl e Uil. "Le piattaforme sindacali devono essere proposte dalle segreterie, poi sottoposte al giudizio dei lavoratori, come previsto dall'intesa - prosegue -. Vogliamo rispettare quel testo, che prevede un 'costante coinvolgimento' degli iscritti nella costruzione di un percorso sindacale. Tradotto in italiano si chiama 'mandato'". Rivolge quindi un appello agli altri sindacati: "Oggi non siamo nel 2009,
il paese non rinuncia a democrazia e partecipazione".
(a cura di Emanuele Di Nicola)