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Colf di tutto il mondo, unitevi

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L'agenzia Onu del lavoro (Ilo) vara nuove norme che proteggono i lavoratori domestici. Hanno gli stessi diritti degli altri, "non sono né servi, né membri della famiglia". Sono almeno 100 milioni. Quasi sempre donne, ragazze, migranti

di rassegna.it

Colf di tutto il mondo, unitevi (immagini di Davide Orecchio)
Colf e lavoratori domestici in tutto il mondo sono titolari degli stessi diritti fondamentali nel lavoro riconosciuti agli altri lavoratori. È la decisione assunta dall'agenzia Onu per il lavoro, l'Ilo, il 16 giugno. I rappresentanti dei governi, delle organizzazioni dei datori di lavoro e dei sindacati hanno adottato un insieme di norme internazionali che l'Onu stessa definisce "storiche".

Le nuove norme stabiliscono che i lavoratori domestici di tutto il mondo, che si prendono cura delle famiglie e delle loro abitazioni, hanno diritto a: orari di lavoro ragionevoli, riposo settimanale di almeno 24 ore consecutive, un limite ai pagamenti in natura, informazioni chiare sui termini e le condizioni di impiego, nonché il rispetto dei principi e dei diritti fondamentali nel lavoro, fra cui la libertà di associazione e il diritto alla contrattazione collettiva.

Secondo recenti stime dell’Ilo, basate su indagini e/o censimenti nazionali realizzati in 117 paesi, i lavoratori domestici nel mondo sarebbero almeno 53 milioni, ma gli esperti affermano che la cifra potrebbe superare i 100 milioni se si considera il fatto che, spesso, questo tipo di lavoro è nascosto o non registrato. Nei paesi in via di sviluppo, i lavoratori domestici rappresentano tra il 4 e il 12 per cento dell’occupazione salariata. Circa l’83 per cento di questi lavoratori sono donne o ragazze e numerosi sono i lavoratori migranti.

La Convenzione definisce lavoro domestico quel lavoro svolto in o per una famiglia o più famiglie. I due nuovi strumenti normativi, nonostante coprano la totalità dei lavoratori domestici, prevedono delle misure speciali volte a proteggere i lavoratori che, a causa della giovane età, della nazionalità o delle condizioni di alloggio, possono essere esposti a rischi aggiuntivi rispetto ai loro pari.

“Per la prima volta abbiamo applicato il sistema normativo dell’ILO all’economia informale e ciò rappresenta una svolta di enorme importanza,” commenta il direttore Generale dell’Ilo, Juan Somavia.

Michelle Bachelet, Direttore Esecutivo dell’Agenzia ONU per le donne, nel corso del suo intervento di fronte alla Commissione della Conferenza, ha affermato che la carenza di lavoro dignitoso fra i lavoratori domestici “non può più essere tollerata”, aggiungendo che UN Women sosterrà il processo di ratifica e attuazione delle nuove norme dell’Ilo.

“Si tratta di un risultato veramente importante”, ha affermato Manuela Tomei, Direttore del Programma condizioni di lavoro e occupazione dell’IlO, definendo le nuove norme “solide, ma flessibili”. La Tomei ha aggiunto che le nuove norme affermano con chiarezza che “i lavoratori domestici non sono né dei servitori né dei membri della famiglia, ma semplicemente dei lavoratori. Da oggi in poi non potranno più essere considerati dei lavoratori di seconda classe”.

I delegati alla Conferenza hanno adottato la Convenzione sulle lavoratrici e i lavoratori domestici, con 396 voti favorevoli, 16 contrari e 63 astensioni, mentre la Raccomandazione che l’accompagna ha ottenuto 434 voti favorevoli, 8 contrari e 42 astensioni. L’Ilo è l’unica Organizzazione tripartita all’interno del sistema delle Nazioni Unite, e ognuno dei suoi 183 Stati membri è rappresentato da due delegati governativi, un delegato delle organizzazioni dei datori di lavoro e un delegato sindacale, che votano in maniera indipendente.

I due testi costituiranno la 189ª Convenzione e la 201ª Raccomandazione adottate dall’Ilo dalla sua istituzione nel 1919. La Convenzione è un trattato internazionale vincolante per gli Stati membri che lo ratificano, mentre la Raccomandazione fornisce delle indicazioni dettagliate su come applicare la Convenzione.

La nuova Convenzione, che entrerà in vigore dopo che due paesi l’avranno ratificata, stabilisce nel testo introduttivo che “il lavoro domestico continua ad essere sottovalutato e invisibile e che tale lavoro viene svolto principalmente da donne e ragazze, di cui molte sono migranti o appartengono alle comunità svantaggiate e sono particolarmente esposte alla discriminazione legata alle condizioni di impiego e di lavoro e alle altre violazioni dei diritti umani”.



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TAGS onu lavoratori domestici ilo colf

17/06/2011 14:23

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