La relazione dell'Agcom in Parlamento: nel 2010 il social network raddoppia gli utenti e arriva a 20 milioni, il tempo medio è 9 ore e mezza al giorno. L'Italia è il primo Stato al mondo per penetrazione dei social media. Ma la Tv è nettamente prevalente
Facebook in Italia "si è affermato in modo straordinario": il nostro paese è secondo al mondo dopo il Brasile, gli utenti ci passano in media
9 ore e mezza al giorno. E' quanto emerge dalla relazione annuale presentata oggi (14 giugno) dall'
Agcom, Autorità garante per le comunicazioni. L'utilizzo di Internet è ancora "molto al di sotto rispetto alle altre economie - si legge -, ma presenta altresì una decisa e costante crescita".
Quello di Zurckenberg "che è il social network più diffuso", negli ultimi due anni "si è affermato in modo straordinario, in linea con quanto accaduto a livello mondiale, ma con peculiarità italiane. Non solo, infatti, ha visto quasi
raddoppiare i propri utenti unici (da 11 a 20 milioni) - prosegue l'Agcom -, ma è aumentato anche il tempo medio per utente, che, oggi, raggiunge un livello (quasi 9 ore e mezza) che non ha eguali tra gli altri siti".
Facebook quindi "è diventato il secondo sito più visitato (dopo Google,
ndr), con la permanenza e l'attività media più alta e con una penetrazione pari al 78% degli utenti attivi". L'Italia è il primo Stato al mondo, insieme al Brasile, per penetrazione dei social media (86% secondo i dati Nielsen), seguita poi dalla Spagna con il 79%.
Gli italiani restano però teledipendenti. Lo ha spiegato il presidente dell'Authority, Corrado Calabrò, presentando la relazione alla Camera. "Nonostante le nuove tecnologie e piattaforme frammentino l'audience e spostino l'attenzione sulla rete - ha detto -, si evidenzia come sia ancora la
Tv il veicolo di gran lunga prevalente per l'informazione: quasi il 90% nel 2010, poi vengono i quotidiani col 61% Internet è per ora soltanto al 20%".
Controsorpasso di
Mediaset che supera Sky nel 2010 e torna in testa alla classifica dei ricavi del settore tv, con la Rai sul terzo gradino del podio. "Il sistema televisivo italiano - sottolinea Calabrò citando i dati dello scorso anno - cresce del 4,5% in termini di risorse e si consolida in una tripartizione delle stesse tra Rai, Mediaset e Sky: Mediaset rappresenta il 30,9% delle risorse complessive, Sky il 29,3%, Rai il 28,5%".
In particolare, il gruppo fondato dal presidente del Consiglio Silvio Berlsconi cresce nei ricavi dell'8.1% e nel 2010 è a quota 2.770,60 milioni di euro (contro i 2.562,98 del 2009),
Sky registra un +1.8% e raggiunge i 2.630,76 milioni (nel 2009 era a 2.583,18 milioni), la
Rai ottiene un +2.5% e raccoglie 2.553,84 milioni (2.490,25 nel 2009). Segue a netta distanza
Telecom Italia con una fetta dell'1.8% (seppur con una crescita del 4.9% dai 152,68 milioni del 2009 a 160,17 del 2010).