Ancora poche ore e sapremo se in Italia la gestione dell'acqua resterà pubblica, se il nucleare resterà fuori dalla porta e se la giustizia è uguale per tutti
Ancora poche ore e sapremo se in Italia la gestione dell'acqua resterà pubblica, se il nucleare resterà fuori dalla porta e se la giustizia è uguale per tutti.
Siamo chiamati
alle urne domenica 12 giugno, dalle ore 8,00 alle ore 22,00, e
lunedì 13 giugno, dalle ore 7,00 alle ore 15,00.
I quesiti sono quattro:
due sull'acqua, uno sul
nucleare e uno sul
legittimo impedimento. Qui pubblichiamo il
vademecum del ministero dell'Interno: istruzioni sui quesiti e sui tempi e sui luoghi del voto.
In giorni non sospetti, a fine aprile, noi di
rassegna.it abbiamo aderito a (e rilanciato) un appello nel quale crediamo molto, un appello per cambiare l'Italia cominciando proprio da questi importanti referendum ai quali vogliamo rispondere con
4 Sì. Per cancellare, sul serio, il nucleare, la privatizzazione dell’acqua e il “legittimo impedimento”. Per mettere l’Italia sulla via di uno sviluppo più sostenibile e di una democrazia più partecipata.
L'appuntamento di domenica e lunedì è l'occasione giusta per dare
un segnale di svolta, dopo le
elezioni amministrative di poche settimane fa, partendo non da posizioni ideologiche o "passatiste" (come esponenti del governo e della maggioranza vorrebbero farci credere), ma da interessi collettivi e dalla premura, condivisa da ciascuno di noi, nel voler tutelare
beni comuni e nel voler difendere noi stessi e il nostro ambiente da un'energia pericolosa, soprattutto se lasciata nelle mani degli apprendisti stregoni che pretendono di governarci (ancora per poco, si spera).
Lo schieramento che appoggia il Sì si è andato allargando sempre di più rispetto ai comitati promotori che si sono battuti per mesi per raccogliere le firme. Persino
il Papa ha indicato la necessità di "una presa di coscienza che conduca gli Stati a riflettere insieme sull'avvenire a breve termine del pianeta, riguardo alle loro responsabilità verso la nostra vita e le tecnologie".
Ma è fondamentale raggiungere il
quorum, ed è utile andare presto a votare: domenica mattina, e comunque prima di pranzo,
come suggerito da Pier Luigi Bersani, per dare un segnale forte. Sarà poi l'Ufficio elettorale della
Cassazione a stabilire se i circa tre milioni di voti italiani all'estero potranno concorrere o no al quorum stesso. I magistrati, però,
decideranno il 16 giugno, così che potremmo ritrovarci in un paradossale limbo per un paio di giorni, senza sapere se il referendum è valido o no.
Chi avesse smarrito la propria tessera elettorale può chiederne un duplicato agli uffici comunali anche nei giorni della votazione, e per tutta la durata delle operazioni di voto. Quindi che nessuno si scoraggi.
Infine un
utile accorgimento: le schede dei referendum sono in "carta copiativa"; se sovrapposte, i segni possono restare anche su quelle sotto che, di conseguenza, devono essere annullate. Occhio, quindi, a
non sovrapporre le schede.
P.S. L'immagine del Sì ci è stata gentilmente concessa da
Claudius19. Sulla sua pagina Flickr si può vedere meglio.