La Procura di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) ha disposto il sequestro probatorio dei luoghi dove sono avvenuti gli
incidenti, la scorsa notte, nel Centro di identificazione e di espulsione del Casertano. Il capo della Procura, Corrado Lembo, sottolinea che sonostati "
accertati fatti eloquenti e gravi di devastazione" che hanno reso "oggettivamente inutilizzabile il Cie di Santa Maria Capua Vetere". Il sequestro consentirà di effettuare accertamenti e di reperire tracce dei reati commessi.
"Massima soddisfazione per il provvedimento della Procura" è stata espressa dalla Cgil Campania e dalla Camera del Lavoro di Caserta. "Le ragioni della civiltà hanno vinto sulla barbarie", afferma la Cgil in una nota. "La chiusura del centro, sollecitata dalla Confederazione e da un vasto fronte di associazioni democratiche e a seguito di numerose interrogazioni parlamentari - precisano Cgil Campania e Caserta -
mette fine ad un vero e proprio sopruso operato a scapito di sfortunati profughi che un impianto legislativo inumano, purtroppo in vigore nel nostro Paese, ha costretto a vivere in condizioni ai limiti della sopportazione".
"I numerosi incidenti e la
violenza immotivata ripetutamente messa in atto verso le persone recluse - aggiungono - hanno aggravato la loro già pesante condizione più volte denunciata dalla nostra organizzazione. Resta ora da vigilare sul destino dei 98 profughi - concludono - per i quali la Cgil continuerà a sviluppare la propria iniziativa perché siano loro garantiti i diritti e le tutele come previsto dalle norme comunitarie e dai più elementari fondamenti di civiltà".