La multinazionale americana ha rifiutato l'offerta di acquisto da parte di una cordata guidata da Novamont: 1000 posti di lavoro in pericolo
Basell, la multinazionale texana della chimica, ha comunicato alle aziende che avevano presentato un’offerta per acquisire il suo sito a Terni, chiuso lo scorso anno dalla multinazionale, di non aver accettato. Si allontana così l'ipotesi della costituzione nella città umbra di un polo della chimica verde, capeggiato da Novamont, azienda già presente sul territorio ed interessata all'acquisto del sito di Basell.
Complessivamente nel polo chimico ternano lavorano circa 1000 dipendenti, il cui futuro, in caso di mancata cessione da parte di Basell è fortemente a rischio.
La decisione della multinazionale americana - come riferisce il sito Umbria24.it - è stata comunicata ufficialmente nella tarda serata di martedì dal presidente di Basell Europa, Bob Pattel, con una lettera inviata a tutti i componenti della cordata. Oggi la notizia è stata resa pubblica durante una conferenza stampa tenuta dal sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo, con l’assessore regionale allo Sviluppo economico Gianluca Rossi e il presidente della Provincia Feliciano Polli, al termine di un incontro con i sindacati.
Per il sindaco Di Girolamo la Basell mantiene aperta formalmente la porta a delle controdeduzioni da parte della Newco (che provvederà a fornirle nelle prossime ore). "Ma il comportamento della multinazionale – ha spiegato -, anche per come è stata trasmessa la comunicazione, cioè per posta, è censurabile.
Noi metteremo in campo tutte le iniziative necessarie a riprendere la lotta sospesa durante la trattativa e accompagnare i lavoratori. Lunedì convocherò gli stati generali della città per rilanciare il tema della vertenza Terni a livello nazionale e richiamare il governo alle sue responsabilità, perché si attivi con gli strumenti idonei e dovuti. C’è bisogno di un cambio di passo e di strategia".
Intanto
Sergio Cardinali, segretario generale della Filctem Cgil di Terni, annuncia la mobilitazione dei lavoratori che inevitabilmente dovrà essere messa in campo: "Adesso vedremo come mobilitarci - afferma - perché è certo che dovremo fare qualcosa".