L'indagine Diritti globali 2011 a cura di Cgil, Arci e Legambiente: insicuri otto Comuni su dieci, nessun impegno sull'efficienza energetica, indietro rispetto all'Europa. Il governo regala crediti alle imprese: "Siamo un Belpaese dai piedi d'argilla"
L'Italia è uno Stato "dalle strategie miopi" in tema di ambiente. E' quanto emerge dal
rapporto Diritti Globali 2011, curato da Sergio Segio per Cgil, Arci, Legambiente, insieme ad altre associazioni. Il nostro viene definito
"un Belpaese dai piedi d'argilla". In particolare, si legge, l'Italia "continua ad attuare scelte poco lungimiranti e a remare contro" all'emergenza rifiuti.
Al contrario, l'Europa raggiungerà gli obiettivi di Kyoto mentre il nostro paese rischia di essere l'unico a non riuscirvi. Il motivo, secondo lo studio, è che "anziché investire in modo deciso in rinnovabili, efficienza energetica e mobilità sostenibile,
il governo italiano preferisce regalare crediti di emissione alle imprese".
Sono a rischio frana e alluvione otto Comuni su dieci, mediamente vengono consumati oltre 500 chilometri quadrati di territorio all'anno. Sul tema dei rifiuti, il rapporto ricorda che ogni anno scompaiono nel nulla circa 31 milioni di tonnellate di rifiuti speciali. La discarica si conferma l'unica opzione di gestione, mentre i commissariamenti per gestire le crisi della spazzatura sono diventati "maggiorenni".
Tra finanza ed economia reale c'è "una sproporzione record". Nel 2008 il mercato dei derivati ha raggiunto quota 668mila miliardi di dollari, la filiera della finanza più tradizionale aveva un mercato di 167mila miliardi. Nello stesso periodo, il mondiale era di 60.600 miliardi di dollari: questo significa che, sommando le due voci della finanza, si arriva a un rapporto di 14 a 1. E' un altro passaggio del rapporto sui Diritti.
A febbraio 2011, prosegue l'indagine, il debito pubblico degli Stati Uniti ha superato i 14.300 miliardi di dollari: sommando il debito degli Stati, enti locali e una parte dell'esposizione a garanzia delle agenzie immobiliari nazionalizzate Fannie Mae e Freddie Mac, il debito pubblico americano ha superato 20mila miliardi di dollari.
Un dato, osserva il rapporto, "superiore nel rapporto con il Pil a quello lussureggiante dell'Italia, e il deficit è più alto di quello della Grecia, ma
nessuno ha ovviamente chiesto agli Stati Uniti di rientrare".