"La giunta di destra alla guida della città di San Severo (Foggia) ha gettato la maschera: le preoccupazioni più volte sollevate circa il futuro della
storica Camera del Lavoro di piazza Allegato trovano conferma nelle parole dei vertici dell’amministrazione di Palazzo Celestini, che non intende rinnovare il contratto di locazione, di fatto sfrattando, dopo oltre 60 anni di ininterrotta presenza, la Cgil da quello che è un luogo simbolo delle lotte antifasciste e sociali della San Severo democratica. Valori ai quali evidentemente è estranea la giunta guidata dal sindaco Savino". Lo afferma in una nota la Cgil di Foggia.
"A nulla è valso - prosegue la nota - il nostro progetto che intendeva e intende destinare una parte cospicua degli spazi della Camera del lavoro a usi più consoni alla storia del palazzo e di pubblico interesse, non certo per allocarvi attività commerciali. E
non regge la spiegazione dell’amministrazione, cioè quella di recuperare risorse per il bilancio comunale: la Cgil ha sempre pagato il canone di fitto, e ci chiediamo se una severa ricognizione è stata invece fatta sugli immobili di proprietà del Comune dati a fitti stracciati ad attività che hanno invece fini di lucro".
Insomma, per il sindacato "quello della giunta di San Severo
è un atto ideologico, insensato, ingiustificato, che offende la storia della comunità cittadina. Forse anche un atto di ritorsione contro un sindacato che in assoluta libertà non ha mai risparmiato critiche all’operato di un governo cittadino che poco sta facendo per lo sviluppo economico e sociale della città".