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Casa, da oggi inquilini denunciano contratti in nero

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Da oggi (7 giugno) per gli inquilini è possibile rivalersi verso i proprietari che non hanno regolarizzato i contratti di locazione entro il termine stabilito per il 6 giugno, denunciando le situazioni illegittime di contratti in nero o variamente simulati. Lo fa sapere in una nota la responsabile delle politiche abitative per la Cgil nazionale, Laura Mariani, stimando in 1 milione le abitazioni in Italia con affitti in nero: una mole di sommerso che pesa, secondo il sindacato, per circa 13 miliardi di imponibile che ogni anno sfugge al fisco.

La dirigente sindacale fa sapere che "a partire da oggi, denunciando le irregolarità, l'inquilino avrà in questo caso diritto ad un contratto di 4 anni + 4, con un canone annuale pari al triplo della rendita catastale. Dovrà però registrare il contratto e pagare le imposte di registro relative agli anni pagati in nero, anticipando anche la quota del proprietario".

La circolare 26E dell'Agenzia delle Entrate, emessa il 1 giugno 2011, spiega Mariani, "fornisce chiarimenti su questioni connesse agli adempimenti fiscali del locatore e sugli aspetti contrattuali, recependo molte richieste avanzate dalle associazioni degli inquilini, penalizzati nelle precedenti comunicazioni dell'Agenzia (restituzione aumenti già percepiti per il 2011, aliquota del 19% per i contratti per gli studenti universitari, canone unitario e non scindibile in caso di più locatori, possibilità di verifica dell'avvenuta registrazione). Permangono comunque molte incertezze circa le modalità di applicazione di quanto stabilito dal Decreto sul federalismo fiscale (n° 23 del 14/3/2011)".

La Cgil ribadisce però il giudizio negativo
nei confronti di un provvedimento, la cedolare secca, che introduce “un nuovo sistema di tassazione per i contratti di locazione, che si stima avrà un costo per le casse dello Stato di più di un miliardo di euro, semplicemente ‘regalato’ ai proprietari più ricchi, senza contropartite in termine sociali, soprattutto considerando il crescente disagio abitativo, la difficoltà per le famiglie a sostenere le spese per l'abitazione e le drammatiche situazioni di emergenza, che impongono la necessità di rivendicare nuovi interventi nelle politiche abitative del nostro paese". Così come rimane "il dubbio che questo sistema possa realmente favorire l'emersione vera e consistente della diffusa illegalità che caratterizza il mercato delle locazioni, che interessa più di un milione di abitazioni".

I numeri del sommerso - L'agenzia del Territorio, in collaborazione con Sogei e dipartimento delle Finanze,, incrociando le banche dati catastali e quelle sulle dichiarazioni dei redditi, ha messo in luce alcuni dati sull’evasione nel settore delle locazioni. Sono 3,8 milioni le unità immobiliari locate "in chiaro" e 4,3 milioni le famiglie che dichiarano di essere in affitto. Da questi dati alla Cgil risulta che "mancherebbero all’appello mezzo milione di abitazioni alle quali bisogna aggiungere i finti comodati, le locazioni estive e gli stranieri irregolari".

Recenti indagine della Guardia di Finanza, effettuate con controlli sul territorio e verifica delle utenze, hanno evidenziato altre fonti di evasione: in alcune città universitarie. Nel 25% dei casi, fa sapere la Cgil, "i neolaureati hanno dichiarato di aver abitato ‘in nero’, spesso in cambio di uno sconto sul canone; accertamenti bancari hanno evidenziato entrate che i proprietari non sono stati in grado di giustificare evidenziando falsi contratti di comodato registrato".

Gli ultimi controlli hanno messo in luce un patrimonio costituito anche da uffici e capannoni, spesso affittati a extracomunitari e registrati dichiarando l'importo di un mese anziché di un anno. Sugli affitti, risalendo agli alloggi in cui vivono gli extracomunitari coinvolti in altre indagini, si è scoperto in alcune realtà un tasso di affitti in nero del 90%, con canoni da 4mila a 6mila euro per appartamento.

Alla luce di questi dati la Cgil sostiene che "può essere verosimilmente stimato un sommerso che coinvolge più di un milione di abitazioni: circa 13 miliardi di imponibile ogni anno sfuggono al fisco; l’imposta sul reddito evasa è pari a oltre 3,5 miliardi di euro; a questi vanno aggiunti 300 milioni di euro di imposta di registro evasa". Dalle forme di illegalità che vengono denunciate presso le sedi territoriali della Cgil le città nelle quali il fenomeno assume più rilevanza sono Milano, Genova, Roma, Vicenza, Napoli, Salerno, Torino, Varese, Firenze, Venezia, Bari, Caltanissetta, Bologna, Pisa, Catania, Brescia, Cagliari.

"Sono città - afferma Mariani - nelle quali è rilevante la presenza di immigrati extra-comunitari e di studenti universitari fuori sede: categorie che, seppur per motivi differenti, sono sempre facilmente sfruttabili".

Solo considerando il mercato per stranieri, che coinvolge circa 600.000 abitazioni, nella maggior parte delle quali le famiglie vivono in coabitazione, circa 3,5 miliardi di euro imponibili ogni anno sfuggono al fisco. l’imposta corrispondente evasa, supera 1 miliardo di euro. Nel settore degli affitti per studenti universitari fuori sede circa 1,5 miliardi di euro di imponibile ogni anno sfuggono al fisco, l’imposta evasa è pari a circa  300 milioni di euro.



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TAGS affitti in nero cgil casa

07/06/2011 17:28

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