Drammatico bilancio al termine di una giornata costellata di incidenti in varie zone del Paese: Lazio, Alto Adige, Abruzzo, Veneto e Toscana. Muoiono 5 operai e un pescatore. Delle sei vittime 3 sono di nazionalità rumena
Si è chiusa con un bilancio tragico la giornata lavorativa di ieri, 6 giugno 2011: 6 lavoratori morti, di cui cinque operai - uno a Borgo Isonzo, in provincia di Latina, due a Vipiteno (Bz), un altro in provincia dell'Aquila e il quinto a Marina di Carrara - e un pescatore a Chioggia (Ve).
La vittima del primo incidente, quello avvenuto a Borgo Isonzo, vicino Latina, è
un operaio romeno di 25 anni, Ionut Mihalache, morto sul colpo dopo essere precipitato da un'altezza di circa sei metri dal tetto di un capannone industriale. Secondo una prima ricostruzione l'operaio stava eseguendo lavori di manutenzione in un capannone di un'azienda metallurgica per conto di una ditta esterna. Ancora da accertare le cause della caduta.
A Vipiteno a le due vittime,
Martin Geiser di 33 anni, residente a Cermes, e Thomas Steger, di 46 anni di Appiano, lavoravano per un'impresa di manutenzione di pozzi neri. Anche qui la dinamica dell'incidente, su cui stanno indagando i carabinieri, non è ancora stata chiarita.
Un altro operaio ha perso la vita in provincia dell'Aquila: anche lui di nazionalità romena,
P.G. lavorava
alla costruzione di un ponte sul fiume Giovenco. L'uomo era alla guida di un'autogru che azionava la pompa del calcestruzzo e, per motivi da chiarire, ha urtato i fili dell'alta tensione, morendo all' istante.
Sempre di nazionalità romena l'uomo travolto ieri sera mentre riparava un camion in una concessionaria di veicoli industriali. La vittima,
il 43enne romeno Gheorghe Peteleu, stava sostituendo le pastiglie dei freni al camion. Per motivi da appurare, il mezzo pesante si è mosso e lo ha travolto, schiacciandolo.
Infine, ieri mattina ha perso la vita
Luigi Vianello, pescatore cinquantaduenne residente a Chioggia, deceduto a seguito dell'affondamento di un peschereccio. Secondo quanto si è appreso l'uomo sarebbe rimasto intrappolato nella cabina di pilotaggio al momento dell'affondamento a circa un miglio dal porto di Chioggia. Un altro pescatore, tratto in salvo subito dopo il naufragio, si sarebbe salvato perché avrebbe fatto in tempo a lanciarsi in acqua prima che la barca si inabissasse.