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Viaggio tra i milanesi al voto

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L'atmosfera nel capoluogo lombardo dal centro alla periferia. Giornata caldissima, c'è anche il Giro d'Italia, ma alla fine l'affluenza tiene. Alcuni si lamentano: "Troppi battibecchi, poco spazio ai programmi" DI CRISTINA MACCARRONE

di Cristina Maccarrone

Viaggio tra i milanesi al voto
MILANO - Domenica 29 maggio è stata sicuramente una giornata molto "densa". Non solo in queste ore si decide il futuro sindaco, ma anche perché era prevista l’ultima tappa del Giro d’Italia che, stando al parere di alcuni presidenti dei seggi elettorali, non avrebbe fatto bene all’affluenza, soprattutto in centro. Gli ultimi dati diffusi dal Viminale rilevano un segno meno rispetto a due settimane fa, ma c’è da dire che la media – come spesso capita con la matematica – non riesce a riflettere del tutto la realtà. Per non affidarci solamente ai numeri, nel pomeriggio abbiamo fatto un giro tra le sezioni elettorali. Sostanzialmente ci siamo mossi nella zona 1, quella che a Milano è considerata il "centro" ed è, in queste elezioni, di particolare importanza perché in passato è sempre stata appannaggio della destra, ma due settimane fa ha colpito per il numero di preferenze andate a Pisapia. Non abbiamo tralasciato la periferia e non a caso abbiamo scelto la zona 5, a un tiro di schioppo dai Navigli e densamente popolata da immigrati.

Il nostro giro prende il via dal liceo classico Berchet, in via della Commenda dove in mattinata, circondato da una folla di sostenitori e giornalisti, ha votato Giuliano Pisapia. Siamo rimasti lì dalle 16 alle 17, quando ha cominciato ad arrivare qualche votante. Subito dopo le 16, forse a causa del Gran Premio di Formula 1 o della bellissima giornata di sole (niente a che vedere con l’acquazzone di venerdì) la gente era veramente poca. Ma i dati segnati puntualmente sulle lavagne erano molto confortanti. Nella sezione 168, si registrava a quell’ora la partecipazione del 27% dei votanti contro il 25% di due settimane fa. E anche nelle altre sezioni il trend era positivo.

Numeri da collegare al fatto che "molte erano le facce nuove, ossia di chi 15 giorni prima non aveva votato e adesso ha deciso di farlo". Stefania, 27 anni, è una di queste. Ci dice che ha votato "destra", quindi Moratti, e che non ha seguito per niente la campagna elettorale: "Sono stata chiusa in casa a studiare e sono venuta solo per il ballottaggio". Di tutt’altro avviso Lorenzo, studente di 20 anni davanti alla porta del Berchet che non ci palesa il suo voto, ma per il quale "ci sono stati molti colpi bassi da parte di Moratti a Pisapia". Anche lui, come tanti altri, ha seguito le elezioni via web, sui giornali online e sulla pagina Facebook di alcuni gruppi.

Da via della Commenda a viale Monte Grappa, zona dell'alta borghesia tradizionalmente di destra. Qui, nella sezione 537, l’affluenza risente molto del fatto che tanti sono residenti all’estero e che, come ci spiegano, pur di non perdere il diritto al voto, comunicano la propria disponibilità al consolato, ma non è detto che vengano. Tra gli episodi da segnalare, l’insistenza di un membro del Pdl che voleva essere rappresentante di lista, nonostante si sia presentato ad elezioni già iniziate, quindi nulla di fatto. Nella sezione accanto, la 585, "i risultati sono buoni" dice Flavio Giudici, presidente di seggio. "La gente è venuta da fuori, chi dalla Svizzera, chi da Dubai, come un ingegnere italiano e tanti altri ancora. Questa sezione è sempre stata molto partecipe, anche se al momento in cui parliamo (le 18 circa, ndr) c’è un leggero calo, dovuto sia alla bella giornata (molti di coloro che votano qui hanno seconde case) sia al Giro d’Italia. Abbiamo notato una forte responsabilizzazione. Oggi una signora è venuta da Verona, pur avendo tempi strettissimi e rischiando di perdere la coincidenza con il treno. Tutto questo pur di votare". In via Solferino, a pochi passi dal Corriere della Sera, si segnala una buona percentuale di votanti, anche se qualche sezione registra un leggero calo.

Il nostro giro in centro si chiude in via della Spiga, altra sede importante, in mezzo a negozi di alta moda, dove Letizia Moratti ha votato in mattinata. Eppure l’affluenza, confermano più presidenti di seggio, è in calo. Poca gente si ferma nei corridoi, riusciamo a intercettare un signore che ha appena votato e non ci dice il suo nome né tantomeno la preferenza, ma ha le idee chiare sulla campagna elettorale: "Rispetto a 15 giorni fa il sindaco ci ha messo molto più la faccia". Nella sezione del sindaco uscente, la 73, alle 18,50 ha votato il 29% degli aventi diritto, in calo di alcuni punti rispetto. "Molti - spiega la presidentessa di seggio - sono anziani e, con le strade bloccate a causa del Giro, avranno pensato di venire in serata o domattina". Una nota positiva riguarda la votazione in sé, che sarebbe stata più semplice: "Ce l’hanno detto in molti, non solo perché si doveva scegliere tra due candidati, ma perché anche la scheda era più facile da piegare".

Dal pieno centro alla periferia, il nostro giro si conclude in via Antonini, zona 5. Qui i votanti sono di meno rispetto al primo turno. Ad esempio nella sezione 964, su 1.013 aventi diritto, alle 19 avevano usato la loro scheda solo 331 persone contro i 608 totali dell’altra volta. Ma si confida in un aumento in serata e domattina. All’uscita dal seggio incontriamo un gruppo di persone anziane che discute proprio del dato negativo: "Se c’è stato il 38% di voti per una cosa così importante come l’elezione del sindaco, non immaginiamo cosa ci sarà per il referendum".

Tutti d’accordo sul fatto che la campagna è stata particolarmente "accesa" e che bisognava insistere di più sulla presentazione dei programmi. "Non fa bene all’opinione pubblica", dice Antonio. "Secondo me – gli fa eco la moglie Maria – molta gente non ha votato per i continui battibecchi che hanno allontanato gli indecisi: chi ha una sua fede politica, magari ha votato, gli altri no. Oggi ho sentito dire 'ok, questo non mi dà fiducia, ma neanche l’altro'". Proprio sui programmi chiediamo ad Antonio se c’è qualche punto che l’ha colpito e non perché è stato preso di mira dall’avversario, ma per come è stato proposto: "Sì, sicuramente ho le idee chiare sull’ecopass. Il modo in cui è stato gestito non mi ha mai convinto. Ma la mia decisione non l’ho presa solo in base a questo".



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TAGS pisapia milano elezioni amministrative moratti ballottaggi

29/05/2011 22:44

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