Pisapia contro Moratti, Lettieri contro De Magistris. Dopo il primo turno favorevole, una vittoria del centrosinistra a Milano e Napoli può segnare il declino della destra e un cambiamento nella situazione politica del paese DI EMANUELE DI NICOLA
Arriva il giorno dei ballottaggi. Nel secondo turno delle elezioni amministrative 2011, il
29 e 30 maggio si torna alle urne in 14 città italiane e 7 province (
qui tutti i ballottaggi). Lunedì 30 maggio, a partire dalle 15, conosceremo la nuova situazione politica italiana: se il centrodestra riuscirà a rimontare dalla sconfitta al primo turno, o se il centrosinistra confermerà la vittoria candidandosi seriamente come alternativa di governo.
Fari puntati su Milano e Napoli: due casi diversi che - per vari motivi - possono determinare una svolta nello scenario del paese. Si vota al termine di una campagna elettorale infuocata, come poche volte nelle elezioni locali: dalla demonizzazione di Pisapia alle continue interviste di Berlusconi ai Tg - rigorosamente senza contraddittorio -, passando alle accuse reciproche di violenza dei candidati napoletani. Tutto questo, naturalmente, perché la consultazione ha valore politico nazionale: un'altra batosta al centrodestra può rendere ufficiale il declino del berlusconismo. E ribadire l'espressione più ripetuta delle ultime settimane: "Il vento sta cambiando".
MILANO. Al primo turno il candidato di centrosinistra,
Giuliano Pisapia, ha ottenuto il 48,04% delle preferenze (315.862 voti) contro il 41,58% della candidata di centrodestra, Letizia Moratti (273.401 voti). Lo schiaffo al sindaco uscente è stato clamoroso, soprattutto nella città di Berlusconi, il centrodestra ha ammesso la sconfitta e non sono mancati mugugni ("candidato sbagliato" la definizione più ricorrente, secondo indiscrezioni). Dall'altra parte, però, è partita la
macchina del fango con una violenta campagna contro Pisapia.
In caso di vittoria della "sinistra estrema", questo il ritornello, il capoluogo lombardo sarebbe consegnato a immigrati e centri sociali, con aumento della criminalità e una gestione impossibile dell'Expo 2015. Disturba molto la
proposta di Pisapia di costruire una moschea, che l'avvocato spiega pacatamente: "C'è il diritto di culto per ogni religione, lo dice la Cei e la Costituzione. Non ci sarà un'islamizzazione, c'è una moschea in tutte le grandi città europee".
Il candidato di centrosinistra ha incassato molti appoggi, alcuni inaspettati: nella lista c'è Futuro e libertà (il finiano Briguglio: "Molti elettori si stanno orientando spontaneamente su Pisapia") e Famiglia cristiana, secondo cui con Pisapia sindaco "Milano non rischia nulla di terribile". Da parte sua,
Moratti ha tentato molte strade per recuperare: ecopass gratuito per i residenti, sanatoria delle multe in caso di vittoria. Ha continuato fino all'ultimo a rilasciare dichiarazioni opposte all'avversario, per esempio: "Il registro delle coppie di fatto non è un problema importante per i cittadini" (27 maggio).
La Lega ha proposto
lo spostamento di alcuni ministeri a Milano, scatenando una polemica interna alla maggioranza. Pisapia ha invitato ad abbassare in toni, continuando a incontrare i cittadini per spiegare i
punti del programma: "Ho detto ai miei sostenitori di porgere l'altra guancia qualora fossero provocati o ci fosse violenza nei loro confronti" (23 maggio). I 42.500 voti di scarto possono portare a una vittoria storica, dopo la gestione di centrodestra che dura dal 1993.
NAPOLI. Qui la situazione è molto diversa: vanno al ballottaggio il candidato del centrodestra, l'imprenditore
Gianni Lettieri al 38,52% (179.575 voti) contro il candidato di Idv e Federazione della sinistra,
Luigi De Magistris che ha ottenuto il 27,52% (128.303 voti). E' suonata incredibile la sconfitta al primo turno del candidato del Pd, il prefetto Mario Morcone (19,15% con 89.280 schede). Al secondo turno, però, tutto il centrosinistra fornisce pieno appoggio all'ex magistrato.
La campagna elettorale napoletana si è accesa nelle ultime settimane: attraverso confronti televisivi, Lettieri e de Magistris si sono scambiati una lunga serie di accuse. Fino all'episodio del 27 maggio:
un principio di incendio doloso si è sviluppato al piano terra del comitato elettorale di Lettieri, che ha accusato de Magistris come "mandante morale". La risposta: "
Presenterò un esposto alla procura su segnalazioni di voto di scambio al primo turno e sulla strategia della tensione". In generale, per tutto il confronto de Magistris ha ricordato
la vicinanza di Lettieri con Nicola Cosentino, il coordinatore campano del Pdl accusato di concorso esterno in associazione camorristica.
Il candidato dell'Idv non ha usato mezzi termini:
Berlusconi fa "il gallo 'ncoppa a munnezza" (il gallo sulla spazzatura), ha detto, si ricorda dei rifiuti solo in campagna elettorale. Lettieri "non è un imprenditore, ma un 'prenditore' di soldi pubblici". Il candidato di centrodestra ha tentato il colpo di scena "alla Berlusconi": ha annunciato
un accordo con un paese europeo per eliminare i rifiuti napoletani (presumibilmente la Svezia). Mentre Lettieri veniva sostenuto da membri del governo in visita a Napoli (da Maroni alla Mussolini), l'outsider de Magistris con la
"politica delle mani pulite" riscuoteva appoggi importanti dalla società civile, come quello di Saviano.
L'ex magistrato si è proposto come
sindaco di tutti i napoletani - non solo il centrosinistra - e ha condotto una campagna elettorale tra i cittadini, senza guardie del corpo, illustrando i temi principali: buche nelle strade, tagli agli sprechi, scuola e università, raccolta differenziata. Ha inoltre promesso
metà giunta rosa. Al primo turno la campagna era culminata nel grido ripetuto al comizio finale: "Abbiamo scassato", ha detto de Magistris, in dialetto "abbiamo sfondato", consapevole della possibilità di vincere. Sulla scelta del dopo Iervolino peserà questo nuovo elemento, l'imposizione della sua figura politica che
nessuno (neanche il centrosinistra) aveva previsto.