Dopo il famoso "coglioni", il premier torna ad offendere chi non vota per lui. Dal salone di Porta a Porta attacca pesantemente De Magistris e Pisapia, insulta di nuovo Rosy Bindi e si paragona a Leonardo da Vinci. Poi se la prende con stampa, tv e Agcom
Chi al ballottaggio voterà i candidati della sinistra è "senza cervello". De Magistris è "un demagogo, un agitatore politico", "
un bell'uomo che piace alle donne, ma un incapace". Uno che "ha combinato solo sfracelli". E Pisapia? "In Parlamento ha proposto solo leggi per aiutare terroristi ed eversori, e per l'eutanasia. Non ha mai amministrato neppure un edicola".
Silvio Berlusconi non si smentisce. Chi si attendeva un abbassamento dei toni o una strategia diversa è rimasto deluso. Ieri a Porta a Porta il premier è stato
più che mai in linea con se stesso. Niente autocritica e un attacco frontale ai candidati avversari a Milano e Napoli, oltre che alla stampa e alle tv (!), colpevoli, a suo dire, di aver confuso e ingannato gli elettori. Un'affermazione talmente ardita che persino Bruno Vespa si è sentito in dovere di replicare: "Ma presidente, 5 tg stanno con lei...".
E poco importa al il premier che proprio i tg amici siano stati multati dall'Agcom per aver violato la par condicio a suo favore, una sanzione che "è una follia perché la par condicio è una legge liberticida" e quindi "non credo che la pagherete". In queste condizioni, l'impresa del premier è così ardua che "
neanche Leonardo avrebbe terminato la Gioconda se lo avessero preso a schiaffi" come succede a lui.
E la perdita secca di voti e preferenze del Pdl e sue personali (a Milano dimezzate)? La colpa, dice il premier, va in primo luogo "
alla difficoltà nel sistema di voto" e non al tipo di campagna elettorale da lui condotta. E così nonostante la tentazione di lasciare, Berlusconi spiega di dover restare al governo perché e' "l'unico in grado di tenere unite le coalizioni". Se, invece, ci fosse "un leader riconosciuto da tutti" alla guida del centrodestra, "sarei pronto ad un passo indietro".
"Escludo - dice categorico - nella maniera più assoluta trappole,
l'alleanza tra Pdl e Lega rimane l'unica possibile e non c'è nessuna possibilità che ci siano altre soluzioni di governo". Comunque vada domenica, quindi, assicura il premier, non ci sarà crisi di governo: "Andiamo avanti fino al 2013, finalmente disponiamo di una maggioranza coesa per il piano globale delle riforme. Faremo tutto il possibile stante la situazione dei conti".
E come ciliegina sulla torta
non poteva mancare la consueta offesa a Rosy Bindi. Parlando del caso Ruby Berlusconi il premier ha detto: "Quella telefonata l'avrei fatta anche per Rosy Bindi". La solita eleganza.