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Per le banche un anno così così

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I dieci principali istituti di credito italiani, nel 2010, confermano le difficoltà dell'anno precedente. Le sofferenze maggiori nei gruppi più grandi: IntesaSanPaolo, Unicredit, Bancopopolare, Montepaschi, UBI, Carige, Bipiemme, Bper

di (a cura) N.Maiolino, S.Di Dio, N.Cicala*

Per le banche un anno così così (immagini di Davide Orecchio)
Il settore bancario, nel 2010, conferma i dati di difficoltà del 2009. Le nostre elaborazioni, effettuate sulle comunicazioni di Borsa delle principali aziende bancarie, anche se non ancora certificate nei bilanci 2010, sono esaurienti e, per le dimensioni delle banche rappresentate, possono offrire un quadro generale assimilabile all'intero settore. Dall'aggregato si rileva una stagnazione dei ricavi, una politica degli accantonamenti cospicua ma minore che nel 2009, una pressoché invariata incidenza dei costi.

Tutto ciò come risultato di un contesto diversificato dove le maggiori difficoltà sembrano scontate dai gruppi più grandi. La variazione negativa del margine d'intermediazione (2010/09), pari a circa 3 miliardi, è composta essenzialmente dalla riduzione corrispettiva del margine di interesse, dovuta alla riduzione degli spread fra tassi attivi e passivi, pur in presenza di una moderata crescita dei crediti verso clientela (+1,3%) e di un incremento dei ricavi da commissione per 1,7 miliardi. La situazione è incerta e le previsioni difficili, il peso della situazione mediorientale e del cataclisma giapponese potrebbero condizionare l'evoluzione dello sviluppo mondiale, europeo e nazionale. Le politiche di tasso continuano a dividere l'Europa dal mercato statunitense.

I tassi monetari e finanziari nel biennio preso in esame sono stati molto contenuti a favore dell'eventuale raccolta obbligazionaria e a discapito dei ricavi del settore. Nel corso del 2011 la Bce potrebbe intervenire sui tassi monetari (in attuazione di politiche anti-inflazionistiche) rivedendoli al rialzo a favore dei tassi sui prestiti e quindi degli utili netti del settore. Per le banche italiane, quindi, un rialzo dei tassi d'interesse, viste le caratteristiche del mercato nazionale orientato al retail, potrebbe rappresentare una boccata d'ossigeno alla crescita del margine d'intermediazione.

Di contro, aumenta la pressione degli azionisti per un rialzo dei dividendi e la tendenza ad anticipare i requisiti di Basilea 3 con aumenti di capitale e contrazione dei costi operativi, in primis quello del personale. La Banca d'Italia dal canto suo ha dato un indirizzo preciso alla destinazione degli utili a rafforzamento di capitale. Vediamo adesso la situazione nelle singole aziende.

INTESASANPAOLO
Il dato di conto economico mostra un peggioramento del risultato 2010 rispetto al precedente esercizio. Peggiora il margine d'intermediazione (17.659 mln per il 2009; 16.625 mln per il 2010) determinando un peggioramento del risultato lordo di gestione. Di particolare rilievo è il valore delle rettifiche su crediti che scendono di 598 mln di euro, mentre l'utile d'esercizio diminuisce di 100 mln. Altro apporto di assoluto rilievo sono i 525 mln di euro di "utile dei gruppi di attività in via di dismissione". L'utile 2010 è minore rispetto al 2009 nonostante un miglioramento di tale voce che, peraltro, ha carattere straordinario. Il dato della tassazione "imposte sul reddito dell'operatività corrente"migliora i conti dell'esercizio corrente: nel 2010, 1.401 mln; nel 2009, 1.008mln.

Conclusione: l'utile si riduce e le componenti non caratteristiche sono determinanti per il risultato d'esercizio. Coefficienti patrimoniali al 31 dicembre 2010: CoreTier1 ratio al 7,9%; CoreTier1 ratio proforma all'8,1%; Tier1 ratio al 9,4%. Il Consiglio di gestione ha deliberato di proporre alla prossima assemblea ordinaria la distribuzione di un miliardo di euro di dividendi, con 8 centesimi di euro per azione ordinaria e 9,1 centesimi di euro per azione di risparmio.

UNICREDIT
Il dato di conto economico presenta un peggioramento del risultato 2010 rispetto al precedente esercizio. Diminuisce il margine d'intermediazione (27.572 mln per il 2009; 26.347 mln per il 2010) determinando un peggioramento del risultato lordo di gestione. Anche in questo caso a destare l'attenzione è il valore delle rettifiche su crediti: il dato migliora di ben 1.421 mln di euro.

Conclusione: il drastico calo del margine d'intermediazione (-1.225 mln) si ripercuote sul risultato d'esercizio nonostante il miglioramento delle rettifiche su crediti. Coefficienti patrimoniali: CoreTier1 a 8,58%; Tier1 a 9,46%. Proposta di dividendo 2010 di 0,03 euro per azione ordinaria.

BANCOPOPOLARE
Il dato di conto economico presentato dal gruppo ci mostra un miglioramento del risultato 2010 rispetto al precedente esercizio. Nel dettaglio migliora il margine d'intermediazione (3.646 mln per il 2009; 3.720 mln per il 2010) determinando un miglioramento del risultato lordo di gestione. Il dato di assoluto rilievo che si riscontra nella lettura del conto economico è quello relativo al carico fiscale: per le "imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente", infatti è riportato un saldo positivo pari a 125 mln di euro derivante dall'apporto di Italease nella voce "imposte a credito per imposte anticipate".

Conclusione: il gruppo incrementa il margine d'intermediazione a vantaggio del risultato d'esercizio; l'utile è fortemente condizionato dal credito d'imposta del quale beneficia nell'anno. Il gruppo al 31 dicembre 2010 presenta un Core Tier1 ratio pari al 5,7%, un Tier1 ratio del 7,2% e un Total capital ratio pari al 10,7%. Proposto un dividendo di 0,03 centesimi per azione.

MONTEPASCHI
Il dato di conto economico riporta uno straordinario miglioramento del risultato 2010 rispetto al precedente esercizio. Nel dettaglio: peggiora, di poco, il margine d'intermediazione. Diminuiscono i costi operativi di quasi 200 mln determinando un miglioramento del risultato lordo di gestione. Si evidenziano circa 300 mln in meno per le rettifiche su crediti a vantaggio del risultato d'esercizio. Di particolare rilievo al fine di determinare le motivazioni della performance di Mps, oltre a quanto detto e riportato nel grafico, risultano essere i 551,5 mln di euro riferiti a "utili da partecipazioni", nonché i 182 mln derivanti da"cessioni di investimenti", i quali spiegano una parte del rilevante incremento dell'utile d'esercizio.

Conclusione: il margine d'intermediazione rimane pressoché invariato; i costi operativi diminuiscono, migliora il dato delle rettifiche sui crediti e l'utile, quindi, aumenta. Inoltre il dato è sicuramente migliorato dalle operazioni extra gestione caratteristica. Coefficienti patrimoniali: Tier1ratio a 8,1% rispetto al 7,5% del 2009.

UBI
Il rilevante calo del margine d'intermediazione a fronte di costi operativi pressoché invariati determina per il gruppo un significativo peggioramento del risultato lordo di gestione. I proventi operativi segnano un -10,5% rispetto al -1,8% degli oneri operativi. Il miglioramento del dato relativo alle rettifiche sui crediti (dai 964 mln del 2009 ai 757 mln del 2010) aiuta solo in parte il risultato finale.

Conclusione: il calo inerente i proventi a fronte della rigidità degli oneri, seppur in presenza di un miglioramento delle rettifiche sui crediti, determina minori utili per 98 mln di euro rispetto al 2009. Indici patrimoniali al 31 dicembre 2010: CoreTier1 al 6,95%; Tier1 al 7,47%; Total capital ratio all'11,17%. Proposto un dividendo di 0,15 euro per azione.

CARIGE
Il calo del margine d'intermediazione a fronte di costi in aumento determina per il 2010 un peggioramento del risultato lordo di gestione rispetto al 2009. Il valore delle rettifiche su crediti aumenta a ulteriore discapito del risultato d'esercizio.

Conclusione: l'anno 2010 presenta un utile fortemente condizionato dalla diminuzione del margine d'intermediazione, determinato da tassi di interesse che si mantengono bassi, elevata volatilità delle poste finanziarie, difficoltà nel reperimento della liquidità e conseguenti condizioni onerose di funding. CoreTier 1: 6,0%, Tier1:6,7%; Total capital ratio: 9,2%. Proposta dividendo per azione ordinaria € 0,07 e per azione di risparmio € 0,09 in pagamento.

BIPIEMME
Il calo del margine di intermediazione è compensato solo in parte dai minori costi operativi. Infatti, il risultato lordo di gestione è inferiore rispetto al dato del 2009. Le minori rettifiche sui crediti rappresentano una posta favorevole in termini di utile d'esercizio. Elemento specifico del caso in questione sono i 178 mln di oneri fiscali straordinari (conseguenti a una transazione con l'Agenzia delle entrate) a danno del risultato d'esercizio, compensati da 220 mln di "utili da attività in via di dismissione". L'utile d'esercizio è fortemente condizionato dalla posta relativa alle attività in via di dismissione. Coefficienti patrimoniali: CoreTier1: 7,1%; Tier 1:7,8% ; TotalCapitalRatio: 10,8%; Dividendo a 0,10 euro in pagamento il prossimo 26 maggio.

BPER
Cè un calo del margine d'intermediazione a fronte di maggiori costi operativi. La combinazioni di questi due fattori genera un risultato lordo di gestione 2010, nel confronto con l'esercizio precedente, inferiore di 125 mln di euro. L'utile netto complessivo di 327,4 mln di euro, in forte incremento rispetto ai 12 mesi precedenti (dato 2009: 169,5 mln), è significativamente influenzato dai proventi straordinari derivanti dalla cessione della quota di controllo di Arca Vita e Arca Assicurazioni. Al netto di tali proventi, quantificabili in 136 mln, il risultato segna un aumento del 12,9%. A tali considerazioni si deve aggiungere il dato delle rettifiche su crediti, minore di quello del 2009, che determina un miglioramento del risultato d'esercizio. Coefficienti patrimoniali: CoreTier1ratio: 6.8% rispetto al 7% del 2009; Tier1 ratio 7,05%; Total capital ratio 10,82% Dividendo proposto a 0,18 euro rispetto ai 0,15 del 2009.

DATI DI SINTESI
I dati riflettono l'andamento del sistema nel suo complesso. La crisi finanziaria e la seguente recessione economica caratterizzanti il biennio in esame hanno provocato una caduta della principale fonte di ricavo: il margine d'intermediazione si contrae di 4,5 punti percentuali a fronte di costi pressoché invariati. Nel complesso l'utile d'esercizio è influenzato da poste non direttamente riconducibili alla gestione ordinari. Nel quarto trimestre 2010, a detta di molti osservatori, si è presentato un possibile punto di inversione. Tale considerazione, vista l'erraticità dei dati trimestrali nel biennio, deve essere verificata nei futuri trimestri. Ciò che è auspicabile per il corso del 2011 è un ritorno alla crescita del margine d'intermediazione: vero elemento vitale nel risultato bancario. Il verificarsi di questa condizione è strettamente connesso, come meglio indicato in prefazione, ai tassi monetari e finanziari decisi dalla Bce e quindi dall'impostazione di politica economica che essa intenderà adottare.

SU DATI FORNITI DALL'ISTITUTO DI STUDI E RICERCHE LAB


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TAGS ubi unicredit bipiemme bper banche carige intesasanpaolo bancopopolare montepaschi

23/05/2011 18:44

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