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Stati generali della conoscenza, nasce l'alleanza del sapere

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Solo a partire dalla conoscenza è possibile creare un paese più libero, più democratico e civile. Ma serve un'alleanza sempre più estesa di tutte le realtà che operano nel settore, a cominciare dai territori DI STEFANO IUCCI

di Stefano Iucci

Stati generali della conoscenza, nasce l'alleanza del sapere (Foto di kiki_follettosa da Flickr)) (immagini di Foto di kiki_follettosa (da Flickr))
Tra le più agguerrite c’erano anche le maestre “cattoliche”. Poi Don Ciotti, con un intervento trascinante e applauditissimo, ma i protagonisti, alla fine, sono stati tutti, nessuno escluso: le 800 persone tra insegnanti, studenti, genitori, ricercatori e precari che hanno affollato la due giorni dedicata agli Stati generali della conoscenza che si è svolta a Roma il 17 e 18 maggio. Un’assise che ha messo insieme il lavoro, la passione – ma anche le storie molto diverse – di 32 associazioni unite da un’idea forte e pregnante: la conoscenza come bene comune da cui partire per ricostruire il paese.

“Si è trattato di un risultato straordinario – ha commentato Domenico Pantaleo, segretario generale della Flc Cgil, tra le organizzazioni promotrici dell’appuntamento – innanzitutto per il grado di partecipazione. Tra i presenti, ben 550 si sono iscritti ai seminari di lavoro, che hanno prodotto proposte e idee molto interessanti. Un lavoro enorme, che ha messo insieme soggetti anche molto diversi tra loro e che, pur avendo naturalmente punti di vista diversi, hanno deciso di discutere insieme. Credo che questo, in una società frantumata e individualizzata come la nostra, sia già un fatto importante: aprire uno spazio pubblico di discussione individuando i punti che ci uniscono”.

Sul sito della Flc Cgil si possono leggere nel dettaglio cronache, documenti di lavoro e componenti del comitato promotore dell’evento (impossibile qui citarli tutti, ma almeno, oltre alla Cgil, vanno segnalati Arci, Cidi, Legambiente, Libera, Rete degli studenti, Rete 28 aprile, Uds, Udu, Tavola della pace). Il prossimo obiettivo, adesso, è ovviamente quello di dare continuità al percorso iniziato a Roma. “Pensiamo – prosegue il sindacalista – a momenti di sviluppo e approfondimento nei territori, che coinvolgano anche altri soggetti che sul territorio operano. Dei veri e propri laboratori capaci di tenere insieme locale e globale. L’ambizione è alta: costruire dal basso un’idea della conoscenza come veicolo di cambiamento sociale, civile e morale di questo paese. In questa grande opera di ricostruzione che ci aspetta, scuola, università e ricerca svolgono un ruolo fondamentale”.

Partire dalla rivendicazione di una conoscenza intesa come bene comune, non può essere separato dalla mission di un’organizzazione sindacale, cioè dalla tutela delle condizioni di lavoro degli occupati, perché essa offre non solo una cornice “civile” ma dà anche più forza alle rivendicazioni stesse. Qui le partite in gioco sono sotto gli occhi di tutti: il taglio secco e lineare della spesa pubblica programmato da Tremonti ha trovato le sue leve più sostanziose proprio nei settori pubblici, con il blocco degli scatti di anzianità e lo stop al rinnovo dei contratti. “È evidente a tutti – sintetizza Pantaleo – che il governo punta a cancellare il ccnl, il che significa anche la fine della contrattazione di secondo livello e di tutta l’attività negoziale dei sindacati. A tutto questo occorre opporsi ancora con maggior forza dopo il partecipatissimo sciopero generale del 6 maggio”. Quindi, nell’agenda sindacale dei prossimi mesi stanno in primo piano: la difesa del contratto nazionale, le elezioni delle rsu come riaffermazione forte di un’idea di democrazia nei luoghi di lavoro (si svolgeranno il 2 marzo 2012, dopo i prolungati tentativi di stop del ministro Brunetta), lo stop alle politiche di devastazione dei settori pubblici della conoscenza che portano dritti alla privatizzazione dell’istruzione e della formazione e che hanno nella precarizzazione del lavoro una delle armi più micidiali.

“Tutti questi processi perversi – conclude il leader della Flc – vanno fermati nell’interesse generale del paese. Solo a partire dalla conoscenza è possibile creare un paese più libero, più democratico, più civile, che faccia delle grandi questioni sociali la priorità”. E la capacità di tenere insieme tutta questa pluralità di soggetti che si è ritrovata a Roma dovrà rappresentare uno dei nostri punti di forza: servono alleanze sempre più vaste tra tutti coloro che operano sul campo”. E le diverse associazioni che compongono questo fronte si sono già date due appuntamenti: una sintesi di quanto emerso dalle iniziative realizzate in autunno e un altro incontro nazionale per la primavera del 2012.



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TAGS scuola precariato conoscenza

19/05/2011 15:45

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