La capigruppo alla Camera ha deciso che se ne riparlerà dopo i ballottaggi elettorali. Bersani: "Qualche botta aiuta a ragionare...". Franceschini: "Hanno paura del voto segreto". Marino: "Inutile rinviare, la legge va cambiata"
La legge sul biotestamento è stata rinviata "a data da destinarsi". Lo ha deciso oggi, mercoledì 18 maggio, la capigruppo della Camera che ha accolto l'orientamento della maggior parte dei gruppi, anche di opposizione, di rimandare la discussione certamente almeno a dopo i ballottaggi.
"Si vede che qualche botta aiuta a ragionare...". Questo il commento a caldo del segretario del Pd
Pier Luigi Bersani, al quale fa eco il suo vice,
Dario Franceschini: "Credo che alla decisione di rinunciare a portare il dibattito in aula abbia contribuito la notizia che avevamo chiesto, e ottenuto, più di un centinaio di voti segreti, praticamente su tutti gli emendamenti", ha spiegato, e "questo ha provocato qualche preoccupazione".
Simile l'analisi di
Felice Belisario, capogruppo dell'Idv al Senato: "Il governo ormai - sostiene Belisario - ha paura anche della sua ombra, tant'è che in vista dei ballottaggi ha cancellato tutti i provvedimenti 'sensibili' previsti da qui alla prova del nove, il voto del 29 maggio e i referendum del 12 giugno. Il Senato è congelato da tempo, ora la Camera rinvia anche l'orribile legge sul biotestamento, non per modificarla, accogliendo i suggerimenti di buon senso, come quelli dell'IdV, ma perché Pdl e Lega hanno il terrore del fuoco amico dei 'disponibili'".
Critico verso la scelta di posticipare il voto è invece
Ignazio Marino (Pd): "Posticipare il voto sulla legge senza riaprire il dibattito sui contenuti non serve. Questa legge così com'è non va votata né ora né dopo i ballottaggi. E' una legge contro i medici, contro le persone, contro il testamento biologico. Il passo indietro della maggioranza non è dettato da una ferma e sincera disponibilità a ridiscuterne i contenuti, si tratta semplicemente di una manovra per tentare di orientare il consenso elettorale in un momento di evidente difficoltà".