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Germania, 4 centrali nucleari non sono sicure

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Le conclusioni della commissione sulla sicurezza dei reattori nominata da Angela Merkel. Gli impianti Biblis A e B, Brunsbüttel e Philippsburg I sono a rischio. Promosse le altre centrali. Ma il governo tedesco viaggia verso l'addio all'atomo

di rassegna.it

Angela Merkel (autore foto: World Economic Forum, Licenza CC 2.0) (immagini di autore foto: World Economic Forum, Licenza CC 2.0)
Quattro reattori nucleari tedeschi su 17 non sono sicuri e devono essere chiusi. Lo ha suggerito il ministro tedesco dell'Ambiente, Norbert Röttgen (Cdu), presentando il 17 maggio il rapporto della Commissione sulla sicurezza dei reattori (Rsk). Secondo le analisi della commissione indipendente di scienziati e ingegneri, incaricata da Angela Merkel di analizzare la sicurezza delle centrali, gli impianti Biblis A e B, Brunsbüttel e Philippsburg I sarebbero a rischio in caso di attacco terroristico anche con un piccolo aereo.

Il capo della commissione Rudolf Wieland ha dichiarato che "il livello di resistenza" delle centrali tedesche è "alto". "Nessun impianto è del tutto al di sopra del livello tre – ha detto - , mentre, però, nessuno si trova al di sotto del livello due".

I quattro impianti fanno parte dei sette già chiusi dal governo perché obsoleti e costruiti prima del 1980. Angela Merkel aveva stabilito una ripresa del programma nucleare, invertendo il percorso di uscita dall'atomo deciso nel 2000 dal governo tedesco, ma l'incidente di Fukushima in Giappone ha l'ha indotta a sospendere qualsiasi decisione.

La commissione scientifica nominata dal governo ha lavorato sei settimane. Valutando i possibili effetti sulle diverse centrali di vari disastri naturali e guasti combinati tra loro. Secondo Röttgen il suo esame è stato "intenso e scientifico". Il rapporto non suggerisce conclusioni al governo, ma fornisce un quadro chiaro della situazione.

In parallelo Merkel ha nominato anche una commissione etica sul nucleare costituita da religiosi, scienziati e sindacalisti. E diversi media tedeschi informano che la commissione potrebbe suggerire al governo di riprendere la roadmap di uscita dall'atomo già decisa dieci anni fa dall'esecutivo Schröder. Il programma della coalizione rosso-verde prevedeva l'uscita dall'atomo entro il 2020. Dopo Fukushima, è probabile che Merkel dovrà fare marcia indietro e confermare l'addio. Anche per ragioni meramente elettorali, sebbene la cancelliera le abbia negate con veemenza

La settimana scorsa Merkel ha ribadito l'impegno a abbandonare l'energia nucleare prima possibile sottolineando come il disastro di Fukushima obblighi a farlo prima del previsto. Il suo partito ha dato via libera a un programma che il governo dovrebbe approvare il 6 giugno. Ed entro l'8 luglio è atteso il pronunciamento del Bundestag e del Bundesrat, i due rami del Parlamento tedesco.

Sempre la settimana scorsa le assicurazioni tedesche hanno pubblicato uno studio che esclude la possibilità di assicurare le centrali nucleari in caso di disastri, confermando il peso degli eventuali risarcimenti sulle casse dello Stato.

A livello europeo, invece, è slittato l'accordo per effettuare gli stress test sui 143 impianti del continente: luce rossa a Bruxelles, ma se ne riparlerà nel vertice di Praga il 19-20 maggio.



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TAGS fukushima energia nucleare angela merkel germania nucleare

17/05/2011 18:14

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