"Nonostante le forti proteste delle
poliziotte penitenziarie della Casa circondariale femminile di Roma contro la mancanza di personale che le costringe a turni massacranti, il Dap e il Governo sono intervenuti solo parzialmente per sanare la situazione grave in cui versa quell'istituto e continuano a distogliere personale dal servizio penitenziario per assegnarlo ai vari uffici del dipartimento (Gom, Sadav, Uspev)". E' quanto denuncia in una nota la Fp-Cgil di Roma e Lazio.
"Non solo - prosegue il sindacato - ogni giorno il personale del Nucleo traduzioni e piantonamenti è costretto a effettuare scorte sotto organico e a espletare
turni di 13 ore. Adesso sono anche i poliziotti penitenziari del Nucleo di Rebibbia a mobilitarsi, protestando democraticamente con lo
sciopero del sonno e della fame, autoconsegnandosi e cioè rimanendo all’interno del reparto anche dopo aver concluso il proprio turno di servizio".
Solo pochi giorni fa la Fp-Cgil Roma e Lazio ha denunciato insieme ad altre sigle sindacali la mancanza di personale nelle carceri e lo
"scandalo" dei tanti lavoratori sottratti ai loro compiti negli istituti. "In seguito alla nostra denuncia - conclude la nota - il capo del Dap, Franco Ionta, ci ha convocati. É evidente che dal Dap ci aspettiamo risposte risolutive data la gravità della situazione, la pessima qualità del lavoro e della vita in carcere. L'emergenza è finita: siamo alla crisi umanitaria".