I dati di Bruxelles: nel nostro paese l'economia è ancora fragile, timidi segnali positivi solo grazie alle esportazioni. Nel 2011 cresceremo meno della media europea: 1% contro 1,6 della zona euro. Vola Berlino. Istat: Pil del I trimestre allo 0,1%
Nel primo trimestre di quest'anno
il Pil italiano è cresciuto dello 0,1% su quello precedente e dell'1% su base annua. Un lieve aumento trainato dall'agricoltura, mentre industria e servizi sono sostanzialmente fermi. Lo rileva oggi (13 maggio) l'Istat. Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, non si scompone più di tanto e parla di "una modesta crescita del Pil in linea con le previsioni". Il titolare dell'Economia, Giulio Tremonti, accenna al confronto con la Germania e dice che si deve fare di più, ma ricorda che anche l'opposizione riconosce l'impegno sul fronte dei conti pubblici durante la crisi.
Altri dati sulla lentezza italiana arrivano da Bruxelles:
nel nostro paese la ripresa continua ad essere fragile ed è legata finora soprattutto alle esportazioni. A dirlo è la Commissione Ue nelle previsioni economiche di primavera: la stima del Pil per il 2011 è scesa all'1% (leggermente in ribasso rispetto all'1,1% previsto a febbraio), mentre per l'anno prossimo siamo accreditati dell'1,3%. Numeri bassi, però, nel confronto con la zona dell'euro, dove la media è dell'1,6% per quest'anno e dell'1,8% per il prossimo.
Intanto
la crescita tedesca supera abbondantemente le stime del mercato. Bene anche la Francia, con il maggior rialzo dal 2006. Ma Bruxelles mette in guardia da "nuovi rischi", come un eventuale peggioramento della situazione di alcuni debiti sovrani. A trainare la ripresa è sempre Berlino, che quest'anno crescerà del 2,6% dopo il 3,6% del 2010. Ancora in recessione Grecia (-3,5%) e Portogallo (-2,2%).
Sotto la lente dell'Europa c'è anche
il debito pubblico italiano: nel 2011 balzerà al 120,3%. Ma, grazie al previsto ritorno dell'avanzo primario quest'anno, scenderà al 119,8% nel 2012. Sono le ultime previsioni della Commissione, che sottolinea sopratutto lo sforzo fatto dall'Italia per tagliare la spesa pubblica, che nel 2011 "è prevista calare complessivamente intorno al 50% del Pil". A confermare che il debito pubblico italiano è in calo arrivano anche
i dati di Bankitalia. Secondo Palazzo Koch, la diminuzione è stata pari a 7,9 miliardi, e così il totale si attesta a quota 1.868,060 miliardi di euro. A marzo, infatti, le entrate tributarie sono aumentate del 3,9% (di 1 miliardo) a quota 27,221 miliardi di euro.