Amnesty International critica il nostro paese: "Alcuni politici del governo alimentano un clima di xenofobia". Tra sgomberi e aggressioni omofobe, violati i diritti delle minoranze per tutto il 2010. Carceri violente: "Serve un organismo di controllo"
I diritti dei rom vengono violati, si succedono gli sgomberi dei campi nomadi, non mancano le aggressioni contro gli omosessuali. E' un capitolo negativo quello che riguarda l'Italia, nel
50esimo rapporto di Amnesty International sui diritti umani, presentato oggi (13 maggio). L'organizzazione internazionale critica duramente il nostro paese, che non ha rispettato i diritti e ha continuato a discriminare le minoranze per tutto il 2010.
La responsabilità di questa situazione è chiara, secondo l'indagine. "
Alcuni politici e rappresentanti del governo alimentano un clima di intolleranza e xenofobia - si legge -. L'atteggiamento dispregiativo di alcuni politici ha contribuito ad alimentare un clima di intolleranza nei confronti non solo dei rom e dei migranti ma anche di persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender". Per quanto riguarda i rom, per dodici mesi sono proseguiti gli
sgomberi forzati: questi "hanno disgregato le loro comunità, il loro accesso al lavoro e hanno reso impossibile ai bambini la frequenza scolastica".
Poi le
aggressioni omofobe. A causa di una lacuna legislativa, spiega Amnesty, le vittime di queste discriminazioni non hanno avuto la stessa tutela delle vittime di altri reati di discriminazione. Così la ricercatrice Giusy D'Alconzo: "L'Italia è stata fiaccata da anni di decisioni poco lungimiranti, politiche che hanno dimostrato scarsa efficacia nel governo dei fenomeni". L'unica notizia positiva è l'avvio dell'Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori, inaugurato nello scorso anno.
Bocciata anche la situazione delle carceri. Nel 2010 si sono moltiplicate le segnalazioni di maltrattamenti, inflitti da agenti di polizia e forze di sicurezza. Restano le preoccupazioni per l'accuratezza delle indagini sui decessi dietro le sbarre, aggiunge Amnesty, e l'Italia rifiuta di introdurre il reato di tortura. L'organizzazione ricorda infine i casi di
Federico Aldrovandi e
Stefano Cucchi, chiedendo
"un organismo di monitoraggio" sui comportamenti delle forze dell'ordine nel nostro paese.