Quasi 5mila si trovano ancora al confine con Egitto, Tunisia e Niger. Entro due mesi non ci sarà più cibo in Libia. L'Onu chiede una tregua. Ma Gheddafi arma donne e bambini in vista di uno scontro di terra con le truppe Nato
Il conflitto in Libia ha causato fino a questo momento 750mila profughi tra i rivoltosi e le forze fedeli a Gheddafi. Di questi, 5mila sono ancora ammassati al confine con Egitto, Tunisia e Niger. Altre 58mila persone si trovano in "centri spontanei" creati nella parte orientale della Libia, l'area controllata dai ribelli. Lo ha riferito il vicesegretario generale per gli aiuti umanitari dell'Onu Valerie Amos, aggiungendo che il collasso delle infrastrutture e la carenza di moneta e benzina stanno causando seri problemi alla popolazione.
Le Nazioni Unite hanno lanciato un appello per sospendere il conflitto in Libia. Una tregua necessaria a fronteggiare l'emergenza umanitaria e fornire gli aiuti di prima necessità alla popolazione.
Secondo le informazioni riportate da Amos, l'Est della Libia ha scorte di cibo per un paio di mesi massimo, mentre l'Ovest (ancora sotto il controllo di Gheddafi) ne ha per tre mesi. 'I prossimi due tre mesi saranno critici per la Libia - ha detto l'alta funzionaria al Consiglio di sicurezza riunito sulla situazione libica, riferisce l'Ansa - ed è importante che le attività umanitarie restino separate da quelle militari, e che vengano stanziati fondi: al momento, abbiamo raccolto 144 milioni di dollari, pari al 46% di quanto avevamo richiesto nel nostro appello'.
Sempre più critica la situazione a Misurata, assediata da oltre due mesi dalle truppe di Gheddafi. "Alcuni non hanno più cibo, acqua e altri prodotti di prima necessità", ha riferito Amos. "Le strutture mediche hanno bisogno di essere rifornite".
E aumenta il coinvolgimento della popolazione civile nella guerra. Gheddafi avrebbe infatti "armato i civili" e "formato un esercito con donne e bambini per respingere un eventuale attacco di terra delle truppe Nato". Lo ha riferito un funzionario del regime di Tripoli al giornale arabo 'al-Sharq al-Awsat', secondo quanto riporta l'Adnkronos. "L'esercito fedele a Gheddafi ha iniziato un reclutamento forzato in diverse zone di Tripoli per aumentare il numero di soldati - spiega la fonte - Prevediamo che entro breve tempo ci sarà un attacco via terra da parte della Nato". Per questo il funzionario si dice "pronto a ogni evenienza. Se tentano di invaderci via terra saremo pronti".