Rubriche

Blog

Il PuntoRassegnadosFuori classeRoba da mattiSull'asfaltoCinePressaRendiamoci ContoRadio cracNote a margineChe senso che faUomini e CittàA tutta rete

Multimedia

Speciali



Comitato centrale Fiom

Ex Bertone: Landini, non firmo e non mi dimetto

   Print  

Dopo il sì all'accordo, riunito il "parlamentino" delle tute blu Cgil. Il segretario: "La decisione delle Rsu è stata presa insieme, me ne assumo le responsabilità". Bellavita: "La Fiom ha toppato, c'è frattura". Durante: "Verifichiamo la tenuta"

di rassegna.it

Ex Bertone: Landini, non firmo e non mi dimetto (foto di Sara Picardo) (immagini di Sara Picardo)
"Io non ho nessuna intenzione né di firmare né di dimettermi. Io non cambio idea. Chiedo che il Comitato centrale voti". Lo ha detto il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, nella sua relazione "a titolo personale" al Comitato delle tute blu della Cgil. Landini ha spiegato che la decisione delle Rsu di firmare e di dimettersi, dopo l'accordo alla ex Bertone, "è stata presa insieme e io me ne assumo tutte le responsabilità, perché non mette in discussione, non cambia la linea decisa dal Comitato centrale". "In nessun modo la firma delle Rsu può sostituire la firma della Fiom nazionale".

Con queste parole si apre del segretario si è aperto il "parlamentino" della Fiom a pochi giorni dal discusso voto alla Ex Bertone che ha visto prevalere i sì con l'appoggio delle rsu della Cgil. Il comitato, in effetti, si prevede piuttosto movimentato. A parlare si sono iscritti oltre 50 componenti, e la relazione di Landini è stata fatta a titolo personale e non a nome della segreteria, "anche per verificare la tenuta dell'unità del gruppo dirigente". La presidenza e lo stesso segretario hanno posto il limite per le conclusioni e il voto per i documenti entro le ore 16. "Limiti di tempo contestati dall'Area Lavoro Società che aveva chiesto il tempo necessario per il dibattito con l'eventuale posticipo delle conclusione a tarda sera o altra data vista l'importanza e delicatezza di quanto in discussione'. Lo afferma in una nota Augustin Breda, il coordinatore nazionale 'Lavoro Societa'-cambiare rotta' della Fiom.

"Non esistono le firme a titolo personale - ha detto all'assembla Landini - e se qualche componente delle Rsu firma, firma per quelle Rsu e non può rappresentare in modo né diretto né indiretto l'organizzazione. Serve la firma della Fiom". E, ha affermato ancora Landini riferendosi al contratto aziendale di primo livello firmato per primo per lo stabilimento Fiat di Pomigliano, "se vuole diventare un contratto degno di questo nome serve anche la firma di Federmeccanica, che ad oggi non c'è ancora".

"Alla Fiat di firme tecniche non gliene frega niente, o c'è la firma della Fiom o niente", ha proseguito Landini, sostenendo che "la Fiat pensa che ci divideremo. Questa è la sua teoria". Ma "a partire dalla riuscita dello sciopero generale e guardando alla tenuta dello sciopero in Fiat, noi a continuiamo a pensare che la partita è tutta aperta. La forza dello sciopero generale pone la condizione che anche tutta la Cgil affronti la questione. Ci sono momenti in cui bisogna fare anche delle verifiche, per vedere se l'unità e la tenuta del gruppo dirigente esiste o no. Io non cambio idea. Queste sono le condizioni che ho posto e chiedo che il Comitato centrale voti".

"Sulla ex Bertone la Fiom ha toppato. Le Rsu non hanno titolarità a firmare intese che cancellino il contratto nazionale", ha contestato Sergio Bellavita, segretario nazionale del sindacato, durante una pausa dei lavori. "Avevamo chiesto che quell'accordo fosse trattato come quelli di Pomigliano e Mirafiori - ha aggiunto - impegnandoci, cioè, a contrattarlo, a renderlo inapplicabile e a portare Fiat in tribunale anche su questa vertenza". Il componente del Comitato, esponente dell'area vicina alle posizioni di Giorgio Cremaschi, ha criticato la posizione del segretario generale, Maurizio Landini. "Se le conclusioni di Landini sono come l'intervento di apertura - ha sottolineato ancora Bellavita -, il comitato centrale non si potrà concludere unitariamente. Le sue parole rischiano di chiudere più che di aprire una discussione". "Nessuno - ha comunque precisato - chiede le sue dimissioni, Landini ha la mia fiducia e continua ad averla. Penso che sulla ex Bertone abbiamo toppato, ma non voglio discutere su Landini sì, Landini no".

"Alla ex Bertone ha firmato la Fiom. Non ci può essere distinzione: le Rsu sono nostri compagni ed è stata una decisione che condivido. Ma non si può chiedere a noi la riconferma di Landini perché non lo abbiamo votato. Al momento, dunque, non ci sono le condizioni per un voto favorevole". Così invece Fausto Durante, leader della minoranza della Fiom, commenta la richiesta di voto sulla gestione del negoziato di Torino. "Il problema è della tenuta della maggioranza della Fiom. Verificheremo l'ampiezza di questa frattura", spiega.



Vuoi riprodurre questo articolo? Leggi qui le condizioni.


TAGS fiom cgil ex bertone landini

09/05/2011 15:15

(ricerca avanzata)

Cerca su Rassegna.it con Google

  • bookmarks

  • segnala




Antispam: inserisci il risulato della somma.


  • dalla home page

  • tags

Alcune immagini

Ex Bertone: Landini, non firmo e non mi dimetto (foto di Sara Picardo)

Tsunami democratico

articolo di Gaspare.Serra

Libera corruzione in libero stato

articolo di alfadixit

Crisi: il fondo del fondo

articolo di idelbo

Tutti i contenuti della community

Pubblica i tuoi contenuti su Rassegna.it