L'ad Harald Espenhahn ha comunicato ai sindacati tre possibili scenari per il settore degli acciai inossidabili: cessione delle quote in Borsa, ricerca di società di partnership o messa in vendita degli impianti
La direzione aziendale della ThyssenKrupp-Ast ha convocato nella tarda mattinata di oggi le rappresentanze sindacali unitarie dello stabilimento di viale Brin a Terni. Una convocazione che ha subito messo in allarme sindacati e la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini.
L'amministratore delegato della multinazionale tedesca,
Harald Espenhahn, recentemente condannato a 16 anni e mezzo in primo grado nel processo Thyssen di Torino, ha riferito ai sindacati tre possibili scenari ai quali andrebbe incontro l'area dell'acciaio inox della ThyssenKrupp, dopo l'annuncio da parte della multinazionale tedesca della separazione dal gruppo siderurgico di tutte le attività della Global Business Area Inox, compresa quella dello
stabilimento di Terni che conta circa 2.800 dipendenti: cessione delle quote in Borsa, ricerca di società di partnership o messa in vendita degli impianti.
La scelta della separazione sarebbe stata giustificata dai vertici aziendali con la necessità di risolvere problemi di liquidità legati alle difficoltà del mercato degli inossidabili sorte nel corso degli ultimi tre anni. Lo scorso anno la Business Area Inox del gruppo ThyssenKrupp ha realizzato vendite per 5,9 miliardi di dollari, impiegando in totale 11.000 dipendenti ed ora il colosso siderurgico prevede
cessioni per circa 10 miliardi di dollari. Il piano approvato ieri dal comitato esecutivo verrà presentato al consiglio di sorveglianza per essere approvato il 13 maggio prossimo.
Le segreterie territoriali di
Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Ugl di Terni, dopo l'incontro avuto con l'amministratore delegato Espenhahn ribadiscono il valore strategico del sito industriale umbro. "La strategicità e la competitività del sito – si legge in una nota congiunta - sono date dagli investimenti fatti che hanno permesso una moderna ed efficace attività produttiva nell'ambito di corrette e costruttive relazioni industriali con conseguente clima di reciproca affidabilità. Le stesse – prosegue la nota - sono garantite dal mercato degli acciai speciali in Italia, che rimane nel nostro contesto Europeo il più importante riferimento".